Sabato, 18 Settembre 2021
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Morire di lavoro, a Messina crescono anche gli infortuni

In Sicilia, nei primi sette mesi del 2019, ci sono state tredici morti bianche in più rispetto allo stesso periodo del 2018. I dati dell'Inal sull'aumento di incidenti

In Sicilia, nei primi sette mesi del 2019, ci sono state tredici morti bianche in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Trentanove in tutto, di cui 29 nell'industria e servizi, otto in agricoltura e due nel pubblico impiego. E' quanto emerge dai dati Inail pubblicati sul sito del Centro Pio La Torre. Gli infortuni sono aumentati in modo significativo a Palermo, Messina, Ragusa e Trapani: 516 nella classe d'età compresa tra i 55 e 69 anni.

"Andrebbero studiati approfonditamente i numeri pubblicati dall'Istituto, soprattutto da coloro che assumono decisioni politiche - scrive l'economista Franco Garufi - servirebbe a rendersi conto di quanto la mancanza di sicurezza sul luogo di lavoro sia l'altra faccia della fame di lavoro esistente nell'isola. Pur di guadagnarsi un salario si accetta di tutto: sotto-retribuzione, lavoro nero, il rischio di cadere da un'impalcatura precaria in un cantiere non a norma, di finire schiacciato da un carrello in un supermercato oppure di venire ucciso da una trave mal collocata. Non basta più esprimere cordoglio dopo ogni morte. Ora è tempo di rimboccarsi le maniche e di fare di tutto per sottrarre chi lavora al ricatto del rischio come unica alternativa alla disoccupazione".

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