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Il Museo alza il sipario per il secondo anno, Currò e Failla: "Il Teatro resiste in mille modi diversi..."

Il Clanoff si appresta a una nuova stagione di spettacoli, l'intervista ai direttori artistici che curano l'organizzazione in scena da stasera

E' il secondo anno consecutivo. Torna al Museo da stasera la rassegna Clandestini del Clanoff. Oggi e domani Itria, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Aurora Miriam Scala, che riaprirà le scene alle 21 negli spazi di viale della Libertà. Mauro Failla e Giovanni Maria Currò, direttori artistici del Clanoff, tirano un bilancio su quanto fatto e sul presente della rassegna. 


Nuova e seconda stagione, ancora al Museo, tutto pronto? 

Si. Manca davvero pochissimo - ci dicono - stiamo ultimando il lavoro di preparazione e poi il via questo fine settimana. Una nuova stagione che speriamo possa avere la stessa meravigliosa accoglienza della precedente, con una bella e piena presenza di pubblico, sempre attento, che ha sostenuto il nostro progetto, gradito le nostre scelte e condiviso questo nostro sogno di leggere e riflettere sulla realtà attraverso la drammaturgia contemporanea".

Che stagione teatrale sarà?

"Dopo le belle collaborazioni con il Museo, che hanno permesso di rievocare il passato della città ricordando i veri protagonisti della storia artistica di Messina, dal terremoto a margine della mostra permanente agli omaggi teatrali ad Antonio Salinas e Maria Accascina, abbiamo preparato una rassegna di quattro spettacoli, scelti con l’usuale cura e la passione che da sempre ci anima. Ancora in collaborazione con la Rete di drammaturgia contemporanea Latitudini, ClanDestini torna, dunque, con la consueta attenzione alla nuova drammaturgia con un occhio, sempre vivo, rivolto a quel teatro che a nostro vedere meglio riesce a coinvolgere lo spettatore, stimolando emozioni e moti dell’anima". 

Bilancio della precedente?

Come dicevamo siamo felici di un’esperienza piena, ricca di supporto, di incitamenti a continuare ad andare avanti, nel segno di quanto realizzato. Siamo molto soddisfatti anche dell’ottimo riscontro di pubblico e critica ricevuto per le nostre due nuove produzioni, protagoniste della passata stagione al Museo, "Due" e "Una vita a cottimo", quest’ultima selezionata tra le ventisei proposte nazionali semifinaliste, su oltre quattrocento, da In-Box Rete di sostegno del teatro emergente italiano".

Quali sorprese dobbiamo attenderci?

"Il teatro, per sua natura, è sempre una sorpresa. Quando si spengono le luci, lo spettatore si appresta a vivere un’esperienza, unica e irripetibile, che può riservargli emozioni di diversa natura. Quanto ad altro genere di sorprese, chissà che non si decida di replicare, fuori cartellone, uno dei nostri spettacoli"…

Avete utilizzato collaborazioni con attori e attrici di altre compagnie

"Sin dai tempi dello spazio di via Trento, abbiamo tessuto relazioni, umane e professionali, con compagnie di tutta Italia. Crediamo nella necessità di “fare rete”, nel confronto, nella collaborazione, nella crescita che guarda a un orizzonte comune. Certo è che la Sicilia resta per noi, da sempre, territorio cui guardare con attenzione, da indagare con quella stessa passione che accomuna chi questa terra la ama incondizionatamente". 

Il Teatro come resiste?

"Resiste. In mille modi diversi, nei luoghi più diversificati, ovunque trovi pubblico che lo reputi, come noi, necessario. E resiste grazie alla passione, all’amore che alleggeriscono persino i sacrifici più grandi".
 

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