Alle Eolie l'autunno sa ancora di estate, Trani: "Ci riscattiamo dopo i problemi causati dallo Stromboli"

Il direttore del Therasia Resort di Vulcano sulla stagione estiva appena conclusa. Le sette isole meta esclusiva. Ma restano le problematiche: "Pochi aiuti dalle istituzioni e marketing inesistente"

L'isola di Vulcano

Alle Eolie l'autunno ha tutto un altro sapore: sa ancora di mare, salsedine e macchia mediterranea. Come se l'estate ogni anno decidesse di restare lì ancora per un po'. 

Non a caso l'arcipelago è meta di tanti turisti che godono del tepore e delle bellezze naturali delle sette isole anche quando altrove si inizia ad uscire con l'ombrello in mano.

E questo autunno in particolare suona come una rivincita per il turismo eoliano dopo un'estate altalenante penalizzata dall'eruzione dello Stromboli.

Lo sa bene Umberto Trani, direttore del Therasia Resort di Vulcano. "La nostra stagione termina a fine ottobre - spiega - vogliamo regalare un'esperienza diversa a chi sceglie le Eolie in autunno. Si tratta in maggioranza di turisti stranieri, gli italiani si concentrano tra luglio e agosto. Qui è possibile godere del mare e del sole ancora caldo mentre le nostre piscine funzionano a pieno regime".

Settembre è trascorso all'insegna del bel clima e ha permesso di recuperare il terreno perduto. "L'estate appena trascorsa - precisa Trani - non è stata come le altre, abbiamo fatto i conti con un trend altalenante. Siamo partiti in ritardo perchè maggio e la prima parte di giugno sono stati piuttosto freddi. A luglio invece abbiamo fatto i conti con l'eruzione dello Stromboli in seguito alla quale molti turisti hanno disdetto la prenotazione per paura".

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Una beffa per Vulcano vista la lontananza dall'isola della sciara del fuoco. "Purtroppo gli stranieri - racconta il direttore del Therasia Resort - non conoscono la geografia delle Eolie e tendono a generalizzare. Inoltre c'è stata una vera e propria campagna disinformativa che non ci ha sicuramente aiutati".

Ma il Therasia Resort punta sempre all'eccellenza. "Il nostro obiettivo è regalare un'esperienza - spiega Trani - chi sceglie le Eolie lo fa con la consapevolezza di raggiungere un posto esclusivo. Da parte nostra abbiamo una bella responsabilità perchè tutto deve funzionare perfettamente, il turista che viene dall'estero spende tanti soldi, a partire dai trasferimenti e deve tornare a casa soddisfatto. La concorrenza è forte, basti pensare alla Grecia o alle Canarie, ma anche a tutte le località internazionali raggiungibili in poche ore di aereo".

Il Therasia Resort a pieno regime conta 105 dipendenti. "Siamo una macchina complessa - precisa il direttore - offriamo diversi tipi di servizi ed è possibile divertirsi e rilassarsi senza lasciare la struttura, ma restando sempre a contatto con la natura e ammirando ogni giorno i colori di un tramonto mozzafiato".

Particolare attenzione è data alla cucina. Il Therasia Resort contra quattro ristoranti, tra cui "Il Cappero", una stella Michelin, e il vegetariano, unico in tutte le Eolie. "Il nostro chef Giuseppe Biuso sta facendo un gran lavoro e questo ci ha permesso di alzare ancora gli standard di qualità. Abbiamo puntato sul ristorante vegetariano per offrire un servizio esclusivo utilizzando i prodotti biologici del nostro orto o provenienti dalla stessa isola di Vulcano. Ogni ricetta è preparata con il cuore e i clienti hanno apprezzato il nostro impegno".

Alle Eolie si arriva anche in elicottero

Chi fa turismo alle Eolie deve però fare i conti con alcune criticità che si presentano ogni anno. Dai problemi logistici per chi arriva e parte dalle sette isole alle tasse troppo alte. "Gli operatori di livello - dichiara Trani - deve lavorare con degli standard alti e le istituzioni dovrebbero farsi trovare pronte. Partendo dai trasporti, le prime difficoltà le incontriamo con la diminuizione dei voli che collegano Catania, il nostro aeroporto di riferimento, con le città europee. Chi arriva  spesso non trova i giusti servizi e raggiungerci può essere difficoltoso. Ma andrebbe fatto anche un lavoro di marketing per promuovere le nostre bellezze, le Eolie dovrebbero diventare un vero e proprio brand famoso in tutto il mondo. Sarebbe utile seguire l'esempio della Puglia, la Sicilia a riguardo è molto pigra".

A ciò si aggiunge la difficoltà nel trovare personale all'altezza. "Ormai chi vuole far carriera nel mondo della ristorazione o nel turismo - spiega Trani - punta a diventare grande chef o organizzatore di eventi. Non è facile trovare professionalità all'altezza come sommelier, barman o addetti al ricevimento".

Lavorare su un'isola significa anche dover fronteggiare situazioni particolari. "Nei mesi estivi - aggiunge il direttore Trani - le scorte d'acqua lasciano a desiderare. Il prezioso liquido arriva ancora con le navi cisterna e spesso dobbiamo razionare il suo utilizzo. E' un problema difficile da accettare nel 2019 anche perchè paghiamo tasse molto alte in relazione ai servizi ricevuti".

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