Venerdì, 22 Ottobre 2021
Attualità

Vigilia degli esami, la lettera più bella di un docente ai suoi studenti

Il professore Ramires del liceo Ainis scrive ai ragazzi ricordando il discorso pronunciato da Abraham Lincoln nel 1863 a Gettysburg. Un maestro che aiuta non solo ad usare i testi ma soprattutto la testa

Prendetevi cinque minuti del vostro tempo e leggete questa lettera che un professore alla vigilia degli esami di maturità dedicata ai propri studenti.

Il docente è Giuseppe Ramires del liceo Ainis di Messina. Giornalista e insegnante illuminato, noto in città anche per il suo impegno all’Accademia Filarmonica. La sua lettera è dedicata non solo ai suoi studenti ma a tutti quei ragazzi che in questo momento stanno varcando il portone della scuola per la prima prova degli esami di maturità. 

Manca poco, ormai. Un momento atteso e liberante. Tanti lo hanno  sofferto e conquistato, altri raggiunto facilmente ma comunque oggi sarà per tutti motivo di ansia. Lo sarà anche per quei genitori sicuri dell’impegno dei loro ragazzi e per quelli che sanno che il figlio e lo studio saranno per sempre due linee rette che non si incontreranno mai.

Ma la differenza nella vita la fa incontrare un insegnante come Ramires (nella foto). Un maestro, insomma,  che come O Capitano, mio Capitano! mette da parte ogni tanto i programmi ministeriali per educare ad usare i “testi” ma soprattutto la “testa”. Ecco il suo poetico messaggio alla vigilia degli esami:

Giuseppe Ramires-2“Questa notte prima degli esami starò sveglio anche io, insieme a voi, e vi penserò, uno per uno, con tutta la forza del mio affetto. Spero che ad un certo punto, non troppo tardi, si vada tutti a dormire, perché domani dovrete essere lucidi e determinati e forti. Io sarò accanto a voi, come in questi nostri cinque meravigliosi anni di Liceo. Siate calmi e sicuri dei vostri mezzi. Date il meglio di voi. Siate attenti e concentrati, come quando leggemmo insieme il discorso pronunciato da Abraham Lincoln nel 1863 a Gettysburg. Ricordate? Saldi ed emozionati, come quando vedemmo insieme “The Elephant Man”. Che l'anima dei grandi Poeti sia con voi, che sia con voi lo spirito della Storia.
Questi versi, scritti tanti anni fa e ripetuti ogni anno ai miei alunni alla vigilia degli esami, questa notte sono per voi”.

Cinque autunni, cinque inverni
e cinque dolci primavere
un tempo misurato
come chiusa semiretta volta ad infinito.
Ma a contarli tutti quei giorni
emozione per emozione e voce per voce
faccio prima a fermare il pensiero
e il cuore privo ormai di sintassi
e senza più regole.
Oh, giovani virgulti,
voi non sapete quante volte
mi avete salvato dalla noia del mondo
e dal vuoto di un mestiere
che sarebbe simile al fabbro.
Non sapete, amici,
quante volte il fabbro
avrebbe voluto farsi arciere e fromboliere
e quante volte ha ceduto alla codardia e al silenzio.
Voi angeli inconsapevoli,
voi, proteiforme fortuna che ebbi in dono dalla sorte.
E ora, nel vento che vi disancora da me,
non so trattenervi e non posso:
libertà andate cercando.
Potrà la nave del tempo
solcare un mare desolato di tristezza
e il malinconico abbraccio
spegnere nel sogno il vigore di un candido viso.
Potremo ripetere nella luce del mattino
le parole di una lezione
che soltanto il libro dei morti conserva.
Potremo ricordare di noi un festoso commiato
un brindisi denso di promesse,
ma quel vostro sorriso di amicizia
tornerà nei giorni di paura e di sconfitta
a salutarmi come un vecchio amico
a darmi coraggio a dirmi
eccomi, maestro,
sono qui, siamo qui con te,
e per un attimo avrò l’illusione
che non ci siamo mai lasciati.

Giuseppe Ramires

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