rotate-mobile
Mercoledì, 24 Aprile 2024
Attualità

“Li chiamavano Mata e Grifone”, dire no al Ponte attraverso miti e leggende dello Stretto

A tu per tu con Eliana Camaioni che spiega come nasce il giallo che prende vita dai celebri fondatori di Messina

Si era guadagnato il podio del concorso indetto dal Termini Book Festival in collaborazione con Giallo Mondadori, lo scorso settembre, e aveva ricevuto l’importante proposta di pubblicazione da parte della casa editrice milanese Delos Digital, leader italiana negli ebook. Si tratta di “Li chiamavano Mata e Grifone” della scrittrice e blogger messinese Eliana Camaioni, che sarà finalmente disponibile a partire dal prossimo 27 febbraio a questo link .

Interamente ambientato a Messina, è un romanzo che grida contro la costruzione del Ponte e racconta la città dello Stretto attraverso i miti, le leggende, ma anche i luoghi, le strade, le ricette, facendo sì che tutto questo diventi corpo e anima del giallo.

“Li chiamavano Mata e Grifone”, intervista all'autrice messinese Eliana Camaioni

Quattro chiacchiere con l'autrice che spiega com'è nata questa nuova creatura: E’ la prima volta che la Camaioni scrive un  romanzo giallo, e subito ha guadagnato con esso un podio prestigioso e una proposta editoriale. Un bell’esordio. “È stata per me una sfida personale scrivere un giallo poliziesco, io che finora ho preferito gli aspetti mystery del giallo, ma ho voluto comunque cogliere l'occasione per parlare dei tesori della nostra città, spiega Eliana Camaioni, giustificando la scelta del titolo.

“Mata e Grifone, fondatori di Messina- prosegue- sono l'emblema di una città in cui tutto sembra essere doppio e invece è Uno: ecco perché, ancora una volta, ho scelto una coppia di investigatori, e non c'era migliore occasione per associarli alle energie dei nostri fondatori. Ma non mi sono fermata a questo: ho voluto che tutto il racconto parlasse di Messina, e ho colto l'occasione per dire la mia a proposito del Ponte”.

Scelta coraggiosa? “Sicuramente. Ma non è più tempo di stare a guardare: ciò che a suo tempo Mata e Grifone, Rea e Crono fondarono, oggi è compito nostro custodire. E noi artisti siamo chiamati per primi a raccogliere il testimone: lo Stretto è un patrimonio millenario di cui siamo eredi, e tocca a noi oggi custodirlo. E a Messina siamo sempre di più gli artisti che attraverso le proprie opere stanno raccontando al mondo cos'è stata Messina, quali sono i suoi tesori, e qual è il patrimonio unico al mondo che col Ponte si rischia di deturpare. E non c'è modo migliore di farlo se non attraverso le storie e i racconti”.

Fra qualche mese sarà in libreria il  nuovo romanzo della scrittrice messinese, “Nel nome della Madre”, che completa la trilogia iniziata con Nessun Dorma. Sarà un ritorno al mystery o si proseguirà  sulla strada del giallo? "Sarà l’uno e l’altro. Come Nessun Dorma, il nuovo romanzo avrà un impianto mystery, che si colorerà di poliziesco grazie alla presenza di alcuni dei personaggi presenti in 'Li chiamavano Mata e Grifone'.

Ho voluto chiudere la trilogia proprio con questo mélange, che apre le porte a una mia produzione nuova. Ma posso sin d’ora anticipare ai lettori che Rita Russo e Michele Maggiori, protagonisti del mio giallo, torneranno presto a calcare le scene del crimine.

Sempre nella Messina che amano, e di cui, come me, non si stancherebbero mai di parlare.Quattro vittime in due mesi e una donna sparita. Unica l’arma del delitto: un tridente da sub. Gli omicidi squarciano la patina sonnecchiante che ricopre Messina e il vice questore Rita Russo, dopo due anni di trasferimento forzato in Friuli, rientra nella città dello Stretto ben determinato a risolvere il caso. E come sempre potrà contare sul supporto e la competenza dell’ispettore Michele Maggiori, non solo un collega.

Una lotta contro il tempo per ritrovare la donna scomparsa, individuare l’omicida e ricucire la propria vita là dove si era interrotta.Sin dall’attracco del traghetto che la riporta a casa, Rita Russo intuisce che non sarà facile affrontare la nuova sfida.

Fra testimoni omertosi e piste fasulle, magistrati collusi, superiori sessisti e segreti che riemergono dal passato, Rita e Michele affronteranno il caso più difficile della loro carriera. E ancora una volta torneranno a essere uniti e imbattibili, e come i leggendari fondatori di Messina, Mata e Grifone, lotteranno contro tutto ciò che ammorba la loro città che tanto amano e in cui hanno scelto di restare e combattere, malgrado tutto".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Li chiamavano Mata e Grifone”, dire no al Ponte attraverso miti e leggende dello Stretto

MessinaToday è in caricamento