Venerdì, 24 Settembre 2021
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Luoghi del cuore Fai, Cripta del Duomo 14°esima nella classifica provvisoria

E'il terzo sito più votato della Sicilia. Si attende il conteggio dei voti cartacei. Elenco definitivo tra febbraio e marzo 2021

Si è conclusa lo scorso 15 dicembre la votazione per i  “I Luoghi del Cuore”, il censimento nazionale dei beni culturali e paesaggistici italiani da salvare promosso dal FAI - Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo.  A piazzarsi 14° nella classifica provvisoria, quella definitiva arriverà tra febbraio e marzo 2021 dopo il conteggio dei voti cartacei,  la Cripta del Duomo  di Messina con 13.376 voti. Il sito messinese , nonostante le campagne di promozione ed un Comitato di sostegno teso a consentire il recupero per sistemare l’ingresso e restaurare gli stucchi di pregevolissima fattura,  non si è classficata tra le prime  tre posizioni per ottenere il premio in denaro, ma resta  uno dei luoghi più votati in Sicilia.

L'incanto musicale de I Mirabili per la riapertura della Cripta del Duomo

Terza  per numero di voti  nell'Isola  la Cripta è stata superata dalla Via delle Collegiate a Modica in provincia di Ragusa con 24.996 e dalla Chiesa Rupestre di San Nicolo Inferiore sempre a Modica con 15.377 voti , rispettivamente al quarto e decimo posto nell'elenco totale. A seguire la  Reale Cappella di Santa Venera nella Basilica Cattedrale di Acireale con 11.960 voti °e la Scala dei Turchi di  Realmente ad Agrigento con 11.053 voti,  17° e 18° nella classifica.

Luoghi del cuore Fai, dalla Svizzera con amore per la cripta del Duomo

Ecco i cinque luoghi siciliani più votati 

1. Via delle Collegiate, Modica (RG) - La via delle Collegiate è un percorso che unisce idealmente le chiese di San Giorgio, San Pietro e Santa Maria di Betlem, vivida testimonianza della storia di Modica lungo i secoli, dal tardo gotico passando per il barocco e il tardo barocco, fino agli ultimi interventi di inizio Novecento che hanno visto l’impiego di una quantità ingente di risorse economiche, culturali, artistiche e spirituali. Il comitato “Le collegiate di Modica #culturacheunisce” è formato da rappresentanti delle tre chiese, custodi di memorie religiose che hanno ispirato, confortato e incoraggiato i modicani lungo i numerosi percorsi di rinascita e progresso della città. In occasione della decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” i parroci hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la partecipazione all’iniziativa e il comitato si è mobilitato per raccogliere voti con l’intento di custodire e valorizzare il grande patrimonio culturale di questi luoghi che, a causa del passare del tempo e del disinteresse, rischia inesorabilmente di deteriorarsi.

2.Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore, Modica (RG) - La Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore è la più antica tra le chiese di Modica. Di origine medievale, fu scoperta casualmente nel 1987, durante lo sgombero di un’abitazione privata, e nel 1992 venne acquistata dal Centro Studi sulla Contea di Modica che si occupò, attraverso scavi archeologici, di riportare alla luce le varie stratigrafie che testimoniano la sua continua mutazione. Lungo le pareti è visibile una seduta ottenuta dalla roccia calcarea in cui è scavata la chiesa e lo spazio interno è costituito da un ambiente di circa 45 metri quadrati e da un’abside semicircolare rivestita da decori bizantini, in cui è raffigurato il Cristo Pantocratore circondato da angeli. L’edificio rappresenta la traccia più evidente e conservata di architettura rupestre bizantina nell’area dei Monti Iblei. Il comitato “Abbi cura insieme a noi di San Nicolò Inferiore” riunisce diverse associazioni territoriali che hanno scelto di attivarsi al censimento del FAI per garantire un futuro alla chiesa e in particolare agli affreschi in essa contenuti.

3.Cripta del Duomo, Messina - Gioiello storico e architettonico ancora sconosciuto ai più, la Cripta del Duomo di Messina è una chiesa sotterranea, scoperta nel 2009, con annesso uno scolatoio di cadaveri dove venivano posti a essiccare i defunti attraverso un procedimento di mummificazione naturale. Costruita contestualmente alla Chiesa Madre a cui in origine era collegata, la cripta fu realizzata nel 1081 su commissione del re normanno Ruggero II. Nel Seicento, quando fu affidata alla Congregazione Schiavi della Madonna della Lettera, la cripta fu ristrutturata e abbellita con stucchi, statue e affreschi barocchi. Sopravvissuta a terremoti e alluvioni, è l’unica struttura originale rimasta dell’antico impianto chiesastico, quasi interamente ricostruito dopo il sisma del 1908 e gli incendi causati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Per la sua tutela e valorizzazione il comitato “La Cripta del Duomo di Messina Luogo del Cuore FAI” ha scelto di attivarsi al censimento 2020.

4. Reale Cappella di Santa Venera nella Basilica Cattedrale di Acireale (CT) - La Reale Cappella di Santa Venera è uno splendido gioiello dell’arte barocca incastonato nella nobile e austera architettura della Cattedrale di Acireale. Edificata tra il 1680 e il 1697 grazie al lascito del benefattore Troylo Saglimbene, custodisce il prezioso busto reliquiario della Santa realizzato nel 1651 dall’argentiere messinese Mario D'Angelo. Le pareti, rese dinamiche dalle colonne tortili e dai pregevoli stucchi a opera del romano Girolamo Baragioli, sono interamente affrescate dal messinese Antonio Filocamo (1669-1743). Con grazia ed eleganza tutta settecentesca, i dipinti raffigurano la Predica e il Martirio di Santa Venera nei quadroni laterali e la Gloria della Santa nella volta. Nel tempo, la Reale Cappella è divenuta il “cuore” della città, la cui identità si costruisce e si consolida proprio attorno al culto della Santa Patrona. Il Comitato “Deputazione della Reale Cappella di Santa Venera” attraverso la raccolta voti al censimento del FAI desidera evidenziare la necessità di restauro di affreschi, stucchi e dorature della Cappella.

5.Scala dei Turchi, Realmonte (AG) - Il suo nome risale al XVI secolo, quando i pirati saraceni, impropriamente chiamati “Turchi”, la utilizzavano come punto di approdo per saccheggiare i paesi limitrofi. Si tratta di una parete rocciosa di marna bianca che riproduce la forma di una scala dal profilo smussato, curvo e irregolare; un vero monumento naturale, che si protende sul mare tra Agrigento e Porto Empedocle, separando due spiagge sabbiose. L’intera costa dove insiste la Scala dei Turchi è stata catalogata come zona a rischio idrogeologico, nonostante ciò l’area è da tempo oggetto di abusivismo. Dagli anni Ottanta del Novecento una delle spiagge ai suoi piedi era deturpata dallo scheletro di cemento di un complesso alberghiero mai concluso. Grazie alla mobilitazione al censimento “I Luoghi del Cuore” 2008, il FAI ha agito in favore del bene affiancando Legambiente in una battaglia legale che, nel 2013, ha portato all’abbattimento dell'ecomostro. FAI e Intesa Sanpaolo hanno inoltre sostenuto la demolizione di un altro edificio abusivo su uno dei terrazzi rocciosi in cima alla Scala. È seguita la riqualificazione dell’area, trasformata in belvedere pubblico in collaborazione con il Comune. Il comitato “Realmonte-Città della Scala dei Turchi” sta nuovamente raccogliendo voti per tutelarla.
 

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