Giovedì, 28 Ottobre 2021
Attualità Taormina

Il procuratore antiterrorismo De Raho: “Le mafie distruggono il libero mercato ma per combatterle serve l'armadio digitale”

Il monito al convegno di Taormina su sicurezza e innovazione. “Occorre lavorare alla condivisione delle informazioni tra i Paesi per sconfiggere la criminalità organizzata”. L'intervento del giurista Gaetano Silvestri sulla “crisi” della magistratura: “La soluzione? E' antica e si chiama separazione dei poteri”

E' una mafia Spa quella con cui ci si confronta ormai da tempo. Una mafia, anzi mafie, che hanno completamente cambiato la loro strategia e hanno assunto la fisionomia di un impresa ed quindi è fondamentale alzare la guardia e assumere tutti i modi selettivi, di monitoraggio, di prevenzione e di repressione, di contrasto.

E' l'analisi che arriva da Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo oggi pomeriggio al convegno al Palazzo dei Congressi di Taormina su "Sicurezza, innovazione e complementarietà", organizzato dalla Questura di Messina.

Una giornata di lavori che si è aperta oggi con Andrea Margelletti, docente, giornalista, consigliere per le politiche di sicurezza e di contrasto al terrorismo del Ministro della Difesa e presidente del Centro Studi Internazionali di Roma. Presenti - dopo una serie di interventi su sicurezza e innovazione - anche il questore di Messina Gennaro Capoluongo, la prefetta Cosima Di Stani, il presidente della Regione Nello Musumeci, il sindaco di Messina Cateno De Luca e quello di Taormina Mario Bolognari.

E sulla sicurezza, come prodotto dell'impegno comune si è soffermato il procuratore De  Raho. "Le mafie - spiega - hanno assunto questa ulteriore caratteristica: quella di comunicare nel globo abbattendo le fontiere e le distanze. Se si vuole contrastare efficacemente le mafie è necessario che tutti i paesi si attrezzino per impedire loro di svolgere le attività criminose, soprattutto quelle che si infiltrino nell'economia globale. Anche perché - prosegue De Raho - queste infiltrazioni distruggono o  indeboliscono fortermente l'economia delle imprese sane. Bisogna garantire alle imprese sane di svolgere correttamente il proprio lavoro ed impedire alle imprese mafiose di infiltrarsi nel tessuto sano del globo. Insomma - prosegue De Raho - si deve fare tutto ciò che è necessario per impedire che la mafia riesca a prendere anche solo un euro dalle risorse che arriveranno e invece devono aiutare il nostro Paese a riemergere e raggiungere il livello di sviluppo economico che gli compete".

Ma De Raho non si limita ad analizzare il fenomeno, indica la strada: “Non è più un problema di un paese, il problema è del mondo intero, per questo parlavo di armadio digitale in cui inserire le informazioni di tutti gli stati perché quello che può essere utile ad esempio nel Regno Unito è probabilmente presente  in Brasile, o quello che è necessario per l'Italia è probabilmente presente in Cina. Quindi se riuscissimo a creare una cooperazione giudiziaria e di polizia capace di condividere in pieno le conoscenze saremmo sicuramente sempre più forti delle mafie".

Nella giornata di oggi, che si concluderà con il concerto al teatro antico, anche gli interventi del prefetto Lamberto Giannini, capo della polizia-direttore Generale della Pubblica Sicurezza, del procuratore della repubblica di Messina Maurizio De Lucia, del direttore del Tg2 Rai Gennaro Sangiuliano, della scrittrice Cristina Cassar Scalia e Gaetano Silvestri, giurista, già presidente della Corte Costituzionale che ha puntato l'attenzione sulla grave crisi che sta vivendo la magistratura, travolta dagli scandali e per la quale il ministro della Giustizia Marta Cartabia e il Csm cercano il vaccino.

“La soluzione è antica - ha detto Silvestri - e si chiama separazione dei poteri, che significa rispetto dell'indipendenza della magistratura e da parte di quest'ultima utilizzare  contenimento nell'ambito della giurisdizione. Purtroppo in varie occasioni non si è avuta ne l'una ne l'altra. C'è stata una politicizzazione in modo cattivo e deteriore di parte della magistratura che ha dato luogo agli scandali che abbiamo visto nel consiglio Superiore della Magistratura. Tuttavia,  spero si possa trovare una soluzione armonica di funzionamento delle istituzioni, senza la quale noi viviamo in una conflittualità continua che non può che portare alla disgregazione".

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