Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Abbandona il calcio e indossa il camice per studiare tumori rari: la bella storia di Marco Paludetti

L'ex attaccante messinese ha appeso le scarpette al chiodo a soli 28 anni per raggiungere Milano. Adesso fa parte di un team di ricerca dell'istituto oncologico Veronesi. "Non è stato facile, ma essere medico è una missione"

Appendere le scarpette al chiodo non è mai facile, soprattutto se hai soltanto 28 anni. Ma quando si tratta di inseguire una passione forte come quella per la medicina viene quasi spontaneo.

Lo sa bene Marco Paludetti che, dopo anni trascorsi da calciatore nei polverosi campi di Messina e provincia, ha deciso di indossare definitivamente una divisa ben più importante: quella da medico. E lo ha fatto in uno dei momenti più delicati per la sanità italiana.

Marco la scorsa settimana ha lasciato Messina per trasferirsi a Milano. Dalla Lombardia è iniziata la sua nuova vita, tra determinazione e nostalgia per quanto si è lasciato alle spalle.

"Sono andato via dalla mia città - racconta Paludetti a Messina Today - in piena emergenza coronavirus. Ero abituato ad una Milano che corre a mille ogni giorno, ma l'ho trovata deserta ed è stato impressionante, così come il lungo viaggio sulle autostrade quasi deserte".

Nel capoluogo lombardo, Marco è componente di un team di ricerca sui tumori più rari. "Dopo un primo colloquio sono stato contattato dall'istituto Veronesi. E' un'ottima opportunità mentre studio per superare i test ed accedere alla specializzazione".

Per alcuni anni l'ex attaccante è riuscito a praticare le sue due passioni più grandi. Nel 2018, da giocatore del Camaro, è arrivata la laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente l'abilitazione. "Il mio percorso professionale - racconta - è andato di pari passo con quello sportivo. Non è stato facile gestire gli impegni tra partite, allenamenti e turni di guardia medica o in studi professionali. Avrei avuto anche la possibilità di giocare in serie D, ma sarebbe stato impossibile conciliare l'attività agonistica con quella professionale".

La sua ultima esperienza è stata quindi a Barcellona Pozzo di Gotto dove ha difeso i colori dell'Igea Virtus. "Ho accettato di tornare in Promozione - ammette Paludetti - convinto anche dal mister Giuseppe Furnari con il quale ho un rapporto stupendo. Si è rivelata una scelta azzeccata e sono contento di quanto fatto. Aver salutato i compagni durante lo stop ai campionati è stato meno duro, ma sono certo che proverò nostalgia quando tutto ricomincerà". 

Ma per Marco c'è un nuovo sogno da inseguire e una "missione" da portare avanti. "Mi piacerebbe specializzarmi in Neurochirurgia, ma non mi precludo altre scelte. La professione medica per me è simile a quella militare, ci addestriamo per anni tra lezioni teoriche ed esperienza nei reparti. Poi però ti trovi a dover fronteggiare un nemico come il coronavirus e tutto somiglia a una guerra. Sono orgoglioso di essere un medico, prima di partire ho risposto al bando per il reclutamento di nuovo personale indetto dal Policlinico durante la pandemia e sono pronto a dare il mio contributo. Non è vero che mancano i medici, semmai c'è una carenza di professionisti specializzati perchè non tutti continuano il percorso di studi".

Nonostante il camice e una grande responsabilità, Marco Paludetti non dimentica il suo amato calcio e il traguardo che avrebbe voluto raggiungere. "Per me sarebbe stato il massimo giocare nell'Acr Messina e scendere in campo per la mia città. L'anno scorso ci sono andato vicino, ma poi non si è concretizzato nulla. Continuerò a giocare a livello amatoriale e a seguire i miei ex compagni che per molto tempo sono stati una vera e propria famiglia". 

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