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Mogol: "Racconto sempre la vita, ma i tempi sono cambiati. Con Battisti avrei potuto scrivere altri successi"

L'intervista all'apprezzato autore milanese protagonista a Taormina con lo spettacolo "Emozioni". Accanto lui il cantante Gianmarco Carroccia, eccellente interprete del grande Lucio

Foto: Giuseppe Nicotra

"Cantare fa bene alla salute, libera i veleni". Così Mogol sabato sera ha convinto il pubblico di Taormina ad unirsi in coro intonando i pezzi più celebri portati alla ribalta da Lucio Battisti. Al teatro greco è andato infatti in scena "Emozioni - viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti“, organizzato dall’associazione Progetto eventi, con il patrocinio dell’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, di Taormina Arte e con la collaborazione del comune di Taormina.

Lo spettacolo

L'atmosfera è diventata subito magica quando Gianmarco Carroccia, con la sua voce incredibilmente simile a quella del grande Lucio, ha accennato i primi versi di Emozioni, iniziando un lungo viaggio tra capolavori assoluti della musica italiana. Perfetta l'esecuzione dei brani interpretati da Carroccia e accompagnati dall'arrangiamento dell'orchestra diretta da Marco Cataldi. Sulle gradinate tutti a cantare, adulti e ragazzi. Perché i pezzi di Mogol e Battisti sono destinati a non patire mai il peso del tempo. Ad impreziosire ulteriormente lo spettacolo, i tanti aneddoti raccontati dallo stesso Mogol che ha spiegato l'origine dei testi e di come siano stati gli avvenimenti più semplici a dargli l'ispirazione.

Particolarmente toccante il racconto di come è nata la canzone Arcobaleno, cantata da Adriano Celentano. La scrittura del pezzo, ha spiegato Mogol, è stata voluta fortemente da Lucio Battisti, morto da poco tempo, e in grado di comunicare tramite una medium. Tanti poi i particolari e le coincidenze che hanno spinto Mogol a vincere la diffidenza e credere ad una vicenda paranormale. Ma l'arcobaleno è tornato protagonista anche molti anni dopo. "Ero in viaggio con mio figlio - ha spiegato l'autore milanese - stavamo ascoltando tutte le canzoni che ho scritto per Mango. All'improvviso notiamo un grande arcobaleno dai colori vividi e successivamente tanti altri strada facendo. Il giorno dopo abbiamo appreso della morte di Mango".

Il punto più alto si è raggiunto con l'esecuzione di Anima Latina, una vera e propria opera musicale suonata alla perfezione dall'orchestra. Poi il commosso ricordo a Franco Battiato con Carroccia che ha deliziato il pubblico con una toccante interpretazione de La Cura. Tutti in piedi ad applaudire.

L'intervista a Mogol

Ha costruito un'intera carriera sulla ricerca della parola giusta, oggi per lei è più difficile scrivere?

"Per me non è cambiato nulla, io cerco sempre di scrivere quello che mi suggerisce la musica, l'idea iniziale deve sposarsi sempre con la melodia. Cerco di collegare il testo a fatti di vita, così posso parlare delle mie canzoni, spiegando quello che volevo dire al pubblico che magari aveva interpretato diversamente. A volte mi diverto a fare una sorta di sceneggiatura, Innocenti evasioni ad esempio è paragonabile ad un film per come è stata scritta. L'importante è dire sempre la verità ed emozionare".

Guccini recentemente ha detto di non riuscire più ad ascoltare musica, cosa ne pensa?

"Io non ho mai ascoltato musica, tranne quella classica. Non avevo neanche la radio. Oggi le canzoni sono prettamente indirizzate ai giovanissimi, una volta le cantavano tutti. La selezione dei pezzi era fatta dai disc jokey, erano professionisti liberi e credibili, bravi a capire se un pezzo valeva davvero. Ormai ognuno si fa la promozione sui propri canali social e chiaramente il livello rischia di abbassarsi. La tecnologia ha cambiato il mondo, magari non l'ha migliorato, adesso tutto è accessibile a tutti e non è più un discorso di meritocrazia. Ad esempio basta saper usare bene i social per diventare famosi. Ma poi alla fine sono sempre i soldi che comandano tutto. Io non a caso ho portato avanti una battaglia come presidente della Siae, sul pagamento del diritto d'autore. Quando la cifra non si conosce come si fa a calcolare la percentuale di guadagno? Bisogna quindi stabilirla prima ed è giusto che tutti paghino anche chi fa i miliardi. E' l'unico modo per difenderci".

Nel 1980 si interrompe la collaborazione con Battisti, ma era davvero già stato detto tutto?

"Direi di no. Se con Battisti avessimo continuato penso ci sarebbero stati altri successi. Non era cambiato nulla per me, Battisti ha iniziato a scrivere la musica sui testi di Panella, io ho sempre fatto l'esatto contrario partendo dalla melodia. Lucio scelse altre strade, io mi sono rifiutato anche in virtù della mancata equità sui guadagni. Ero l'autore più votato in Italia, ma avevo il 9%, Battisti il 51%. Ecco perchè proposi una nuova edizione, ma la cosa non andò in porto".

Tra vent'anni cosa ascolteremo?

"Non sono chiaroveggente, ma penso che continueranno ad avere grande peso le famiglie. Mi spiego: da sempre le canzoni imparate dai genitori vengono trasmesse ai figli e probabilmente si continuerà così. Poi ogni cosa dipende dal suo tempo, ci sono però canzoni che arrivano comunque a tutti come quelle scritte con Battisti. Ma alla fine è la gente che sceglie, Mozart o Puccini non sono stati grandi per volere dei critici, ma per la gente che ha amato le loro opere".

L'intervista a Gianmarco Carroccia

L'onere di cantare e far conoscere Battisti alle nuove generazioni e l'onore di farlo accanto al maestro Mogol. Un bel peso sulle spalle...

"E' un grande privilegio poter lavorare con Mogol, ho imparato tantissimo da lui, prima attraverso i dischi poi frequentandolo. Ho ricevuto tanto sia sul piano artistico che umano. A Battisti mi sono avvicinato da fan, a 4 anni ascoltai Le allettanti promesse, fui colpito dal suo modo di cantare. Poi negli anni ho scoperto l'intera produzione, anche quella con Panella degli ultimi anni. Ma apprezzo anche i grandi cantautori. Ne sono rimasti pochi ancora in attività, ma chi fa musica deve conoscere il passato, parte tutto da lì. E questo purtroppo non sempre avviene".

Somiglianza fisica e vocale con Battisti, quanto lavoro c'è dietro?

Non ero assolutamente cosciente di questa somiglianza, il mio rapporto con Battisti è iniziato solo grazie all'amore per la sua musica. Poi ho scelto di interpretarlo nel modo più fedele possibile cercando di portare live le sensazioni che si provano quando si ascoltano i dischi. Ci metto chiaramente qualcosa di mio, ma senza stravolgere nulla. Le vere emozioni si trasmettono solo con l'originale, devono arrivare al cuore e solo dopo all'orecchio".

Progetti per il futuro?

"Voglio percorrere una strada tutta mia e sto lavorando con impegno per riuscirci. Posso contare sul maestro Mogol e so bene che è una fortuna che non capita a tutti. Visto il mio timbro vocale, l'accostamento con Lucio Battisti sarà una costante, io proverò ad andare oltre cercando di raccontare cose vere e non fiction. Bisogna sempre porsi obiettivi e lavorare al massimo. Anche se ho capito che è importante affrontare tutto con leggerezza, le soddisfazioni arrivano quando meno te le aspetti".

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