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Martedì, 31 Gennaio 2023
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“No smoking, be free”, un ambulatorio di neuromodulazione cerebrale per la dipendenza da nicotina

Il servizio attivo all'azienda ospedaliera universitaria “G. Martino” all’interno di Psichiatria. Ecco come funziona

Agire sul cervello per modulare quelle aree cerebrali che sono responsabili della dipendenza da nicotina. È possibile attraverso una stimolazione cerebrale non invasiva: un servizio attivo all'azienda ospedaliera universitaria “G. Martino” all’interno della UOC di Psichiatria, diretta da Anna Muscatello, con un servizio (ambulatorio/Day Service) dedicato a tutti coloro che vogliono smettere di fumare.

Un percorso assistenziale attuato, all’interno dell’azienda ospedaliera, con un programma terapeutico combinato di tecniche di neuromodulazione per trattare la dipendenza da nicotina e migliorare i comportamenti ad essa associati. Si tratta della stimolazione magnetica transcranica (TMS) e della stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS): terapie di riferimento riconosciute e raccomandate, grazie ai vantaggi legati alla sicurezza, alla tollerabilità, al rapporto costo-efficacia e alla compatibilità con altri possibili trattamenti.

La persona sottoposta alla terapia è sveglia e non ci sono effetti collaterali dopo il trattamento. I campi magnetici e/o le correnti elettriche a bassissima intensità e non percepibili dalle persone  sono concentrati sull’area cerebrale di interesse in modo da modulare le connessioni tra i neuroni, note come sinapsi. I cambiamenti di lunga durata nelle connessioni neurali, infatti, inducono mutamenti duraturi e persistenti nell’attività cerebrale, invertendo i modelli anomali determinati dalla dipendenza.

L’ambulatorio è coordinato dal Prof. Antonio Bruno, Associato di Psichiatria e dalla Dott.ssa Fiammetta Iannuzzo, Dottoranda di ricerca in Translational Molecular Medicine and Surgery dell’Università di Messina, con la collaborazione delle psicologhe Dott.sse Rosa De Stefano, Carmenrita Infortuna e Clara Lombardo.

“I trattamenti tradizionali - sia farmacologici che di supporto comportamentale – possono favorire una disassuefazione dal fumo di tabacco, spiega il Prof. Bruno, ma i risultati a lungo termine spesso si rivelano insoddisfacenti ed è pertanto necessario identificare nuove alternative efficaci e sicure per trattare tale forma di dipendenza. Negli ultimi trent’anni il fumo di sigaretta è stato responsabile di oltre 200 milioni di morti, pertanto la riduzione della prevalenza del fumo è probabilmente la forma più efficace ed economicamente vantaggiosa di prevenzione di malattie, disabilità e morte ad esso correlate, nonché una priorità fondamentale per la salute pubblica”.

Per informazioni sulle modalità di accesso scrivere una mail al seguente indirizzo: fiannuzzo@unime.it.

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