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Martedì, 17 Maggio 2022
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Poste italiane leader nella parità di genere, la direttrice di Messina Roberta Chiesurin: "Ma la differenza la fa sempre il merito"

A tu per tu con la nuova direttrice a capo di 105 uffici postali della provincia messinese composti per oltre il 50% da personale al femminile. "Mi ritengo fortunata perché sono cresciuta professionalmente in un’azienda attenta a valorizzare le politiche inclusive"

"La parità di ruolo in Italia è ancora lontana. Questo sembra emergere anche dagli ultimi rilievi Istat che, in Sicilia, raccontano di una donna su due senza impiego. Personalmente non credo di avere avuto né svantaggi né corsie preferenziali. Semplicemente ho lavorato, con costanza e sacrificio, cercando di far valere le mie qualità professionali e personali. La differenza la fa il merito e non il genere".

A parlare è Roberta Chiesurin, neo direttrice della filiale di Messina2 di Poste Italiane. Un incarico di prestigio che la vede a capo di 105 uffici postali della provincia messinese composti per oltre il 50% da personale al femminile. Un orgoglio anche perv poste Italiane che nella provincia di Messina è leader nelle politiche sulla parità di genere con 210 donne dipendenti su 380.

Poste Italiane ha da poco ottenuto un importante risultato a livello internazionale ossia la riconferma anche nel 2022 nel Gender-Equality Index (GEI). Pensa che la sua recente nomina possa rappresentare questo risultato?

La filiale provinciale di Messina 2 sta dando senza dubbio un contributo rilevante in termini di eguaglianza e inclusione sul posto di lavoro. Basti pensare che delle 380 risorse che ne fanno parte oltre 200 sono donne. Il mio arrivo in tal senso è un segnale di coerenza da parte dell’azienda che da anni sta investendo nelle politiche sulla parità di genere.

Dalla Toscana alla Sicilia. Com’è arrivata fino a Messina?

Il mio percorso lavorativo è stato lungo, sia in termini di chilometri che di obiettivi da raggiungere. Ho iniziato a lavorare per Poste Italiane a 31 anni con un contratto a termine come portalettere tra le strade impervie del Monte Amiata nella provincia della mia Grosseto. Fin dall’inizio i sacrifici non sono mancati, ero mamma di due bambini piccoli e ogni giorno per raggiungere la sede di lavoro trascorrevo oltre un’ora in auto. La Sicilia mi ha accolto solo di recente, dopo una serie di ruoli svolti in diverse strutture aziendali, prima a Trapani, poi a Messina provincia con una importante responsabilità, quella di gestire 105 uffici postali.

Non solo un cambio di regione ma anche di ruoli. Da portalettere a direttrice di filiale, com’è stato possibile?

Dal mio arrivo in Poste nel 1996 ho assistito e contribuito a diversi momenti di cambiamento. E io sono cresciuta insieme all’azienda. Dal recapito sono passata agli uffici postali, all’inizio come operatrice di sportello per poi passare a dirigere sedi mono operatore fino a quelle più grandi. Durante la prima fase di digitalizzazione dei servizi sono stata impiegata come istruttrice informatica e lì è iniziata la prima di una serie di trasferte in giro per l’Italia: in Toscana, Lazio e Campania solo per citarne alcune. Le mie esperienze sono state continue: sono stata responsabile commerciale, mi sono dedicata anche al marketing e infine sono approdata in questa bellissima Isola come capo filiale provinciale. Se mi guardo indietro sono orgogliosa delle possibilità avute e, mi si passi, della mia determinazione.

Pensa che l’essere donna abbia condizionato la sua carriera lavorativa?

Sicuramente, ad oggi, la parità di ruolo in Italia è ancora lontana. Questo sembra emergere anche dagli ultimi rilievi Istat che, in Sicilia, raccontano di una donna su due senza impiego. Personalmente non credo di avere avuto né svantaggi né corsie preferenziali. Semplicemente ho lavorato, con costanza e sacrificio, cercando di far valere le mie qualità professionali e personali. La differenza la fa il merito e non il genere. Sicuramente mi ritengo fortunata perché sono cresciuta professionalmente in un’azienda attenta a valorizzare le politiche inclusive e che, numeri alla mano, si dimostra tra le prime in Italia per parità di genere. Il contributo femminile è determinante, come nella filiale che mi ha accolto io sono le 210 donne che ne fanno parte.

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