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Tribunale di Messina da anni senza presidente, ma la nomina rischia di slittare ancora a lungo

La rosa di dieci candidati perde petali. Ecco i nomi dei papabili al prestigioso incarico ostaggio dei giochi di corrente della magistratura e della bufera che ha investito il Csm

Si stringe il cerchio al Tribunale di Messina per la nomina del presidente. Sono dieci i candidati in corsa, ma a due anni dalla presentazione delle domande e con le graduatore chiuse a dicembre del 2018, l’elenco ha subito già una consistente scrematura.

Questi i nomi degli aspiranti al prestigioso incarico in ordine di anzianità, anche se l'anzianità non è l’unico elemento di valutazione per la scelta: Angelo Giorgianni, Nunzio Sarpietro, Marina Moleti, Silvana Grasso, Salvatore Mastroeni, Gesualdo Carmelo Giongrandi, Lucio Aschettino, Giovanni Garofalo, Ornella Pastore e Massimo Forciniti. 

Marina Moleti però, nel frattempo, se ne è già andata in pensione mentre la Grasso è quasi certo che non rientrerà più in servizio per motivi personali. Giongrandi, Aschettino e Forciniti, consiglieri uscenti del Csm, sarebbero in procinto di accettare un altro incarico di prestigio. Giorgianni e Pastore hanno presentato domanda anche per la presidenza del tribunale di Patti.

Si dimezza dunque la lista. Ma nonostante questo non sarà facile né imminente la scelta, dove giocano sempre un ruolo le correnti interne della magistratura. 

Una scelta dunque destinata ad essere ulteriormente rinviata anche perché il Csm vive un momento delicato dopo lo scandalo sull’ex ministro Luca Lotti e il pm Luca Palamara, potentissimo dell’Anm ed ex membro del Csm,  indagato per corruzione del procuratore che indagava sui genitori dell'ex segretario del Pd. 

L’inchiesta ha aperto un fronte su quello che ormai viene definito “il mercato delle toghe” con relative manipolazioni di nomine ma anche sulle modalità con cui verrebbero decise le sanzioni disciplinari. Nel mirino tutta una serie di intercettazioni che da settimane ormai tengono col fiato sospeso il Csm. Cinque componenti a seguito dell’inchiesta si sono dimessi o autosospesi. 

Un ulteriore freno alla nomina per il tribunale di Messina che ormai, esattamente da un anno, resta senza vertice, “ostaggio” di equilibri interni alla magistratura. Era giugno 2018, quando il presidente Antonio Todaro se ne è andato in pensione. 

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