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"Non basta togliere baracche per restituire dignità a un quartiere abbandonato", il monito di Fondazione Messina

Le riflessioni dopo il confronto tra cittadini, esperti ed operatori sociali riunitisi a Maregrosso per discutere gli esiti della ricerca partecipativa messa in campo nell'ambito del progetto Arpa

"Non basta aver tolto le baracche e aver garantito una casa dignitosa a chi le abitava per restituire in toto la dignità a un quartiere a lungo abbandonato".

Questa è una delle conclusioni a cui si è giunti durante il confronto tra cittadini, esperti ed operatori sociali riunitisi nei giorni scorsi a Maregrosso per discutere gli esiti della ricerca partecipativa messa in campo nell'ambito del progetto Arpa (Arte, Partecipazione, Abitanza) finanziato dal Ministero della Cultura, pubblicati nel libro "Rigenerare il territorio. Un progetto di ricerca partecipativa a Messina" (Carrocci, 2024).

Il volume, a cura di Tiziana Tarsia, sociologa del Dipartimento COSPECS (Università degli Studi di Messina), racconta l’esperienza del progetto ArPA (acronimo di Arte, Partecipazione, Abitanza) grazie al quale è stato realizzato un altro tassello che si inserisce nel più ampio processo di riqualificazione, iniziato con Capacity, che ha visto protagonista il quartiere di Maregrosso.

“Ciò su cui si è stati tutti concordi è che chi oggi continua ad abitare il quartiere, chi ci lavora o chi ci ha abitato in passato, magari in condizioni assai precarie, ha desideri e interesse per questo spazio, per ciò che potrebbe diventare – è l’analisi di Fondazione MeSSInA - Ci sono quindi persone disposte a prendersene cura e a occuparsene. E l'Hub di Comunità di Maregrosso promosso dalla Fondazione Messina si propone come spazio pubblico in cui tutti insieme poter riflettere ed elaborare scenari futuri. Le strade sporche, l’area sterrata senza più baracche, diventata una distesa colma di rifiuti, le famiglie che vivono ancora in alloggi precari convivono con i centri commerciali separati da poche decine di metri. E, in mezzo, c’è appunto l'Hub di Comunità della Fondazione Messina con il suo centro sociale educativo e la biblioteca sociale, il giardini e l'opera d'arte sonora di Alex Mendizabal: segni di discontinuità decisivi, da coltivare tutti insieme, ma non ancora sufficienti”.

Con i residenti di Maregrosso  è necessario ora promuovere una normalità del quotidiano: decoro delle strade, una buona illuminazione pubblica, servizi sociali di prossimità. Occorre soprattutto risolvere il disagio abitativo di chi vive ancora in alloggi precari senza servizi.

Occorre – è stato detto – rielaborare l'identità del luogo.

A tal proposito è stata ricordata l'importanza della solidarietà e delle relazioni, l'importanza degli spazi per le mamme, i bambini ma anche per i ragazzi e i giovani adulti e la casa del cavaliere Cammarata.

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