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Sabato, 15 Giugno 2024
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Castanea, la società operaia "apre" alle donne e dice no alla violenza di genere: una panchina rossa per riflettere

L'iniziativa voluta dalla prima donna iscritta, Maria Baronello che per l'inaugurazione del simbolo ha chiamato a raccolta le professioni sociali e sanitarie del villaggio, nonché docenti, figure religiose, psicologi e assistenti sociali. Il messaggio

È stata verniciata di rosso una delle panchine che si trovavano nella piazza del S.S. Rosario del villaggio di Castanea. Il motivo? Sensibilizzare i cittadini contro la violenza di genere grazie ad un gesto concreto quale la verniciatura di una delle panchine della piazza centrale del paese. È l'iniziativa della Società Operaia Agricola di Mutuo Soccorso di Castanea che, spronata dalla prima donna iscritta, Maria Baronello, per l'inaugurazione del simbolo ha deciso anche di organizzare un evento invitando le professioni sociali e sanitarie del villaggio, nonché docenti, figure religiose, psicologi e assistenti sociali. A partecipare all'evento che si è tenuto nei locali della Società Operaia, che dal 2019 ha aperto le iscrizioni anche alle donne, anche due operatrici del centro "Non una di meno APS" di Villafranca Tirrena e il sindaco di Messina Federico Basile.

L'incontro ha avuto inizio alle 16, con numerose figure, della Società Operaia e non, che hanno preso la parola per lanciare delle riflessioni sul tema della violenza di genere: "Per realizzare questi eventi c'è sempre da ringraziare qualcuno, ma per questo evento dobbiamo ringraziare in particolare i soci Pippo Arena e Salvatore Venuto, che hanno pitturato la panchina a ha esordito il presidente della Società Operaia, Caro Rizzo, che ha aperto l'evento - Una panchina rossa che abbiamo voluto perché chiunque passi dalla piazza di Castanea rifletta".

"Sono contenta delle persone che sono venute oggi, perché è importante che il nostro messaggio venga veicolato tramite tutte le figure professionali: medici, infermieri, insegnanti, ecc.", ha invece detto Maria Baronello, assistente sociale.

Ad entrare nel merito della riflessione sono state Mariella Mazza e Marcella De Luca, la prima assistente sociale e la seconda avvocato, entrambe volontarie del centro "Non una di meno" di Villafranca. La dottoressa Mazza ha spiegato il ruolo dei centri antiviolenza, come operano e la differenza tra violenza di genere contro il sesso femminile e contro quello maschile. Ma ampio spazio è stato dato anche alle differenze fra i diversi tipi di violenza: non solo quella fisica, ma anche verbale, economica, ecc. Una violenza che spesso scaturisce dalle dinamiche e dalla cultura patriarcale di cui la donna è schiava. Importante, però, è anche il lavoro di prevenzione del centro, che opera spesso anche con le scuole per educare al rispetto di genere.

L'avvocato De Luca, invece, ha parlato dell'aspetto legale che scinde dalla violenza di genere e sull'importanza di lavorare sui buoni esempi che gli adulti dovrebbero dare ai bambini, per capire la portata della violenza e le cause che la generano, ma anche nell'ottica di una prevenzione. Altra tematica trattata, inoltre, è stata le difficoltà in cui spesso si incappa nel riconoscere una vittima di violenza, nonostante la nascita di sistemi come il codice rosa nei Pronto Soccorso.

Infine, hanno preso la parola la psicologa Lidia Milazzo, che si occupa dello sportello di ascolto per i ragazzi della cooperativa Azione Sociale per il progetto "Pandora", e il primo cittadino di Messina Federico Basile, che ha sottolineato come l'8 marzo sia un giorno che deve servire per ricordare cosa bisogna fare per 365 giorni l'anno: "La panchina rossa si inserisce proprio in questo contesto".

Al termine dell'incontro, invece, prima dell'inaugurazione della panchina, le operatrici del centro "Una di noi" di Villafranca hanno dato modo a chi ha preso parte all'evento di fare loro delle domande. Presenti all'evento anche la consigliera comunale Margherita Milazzo, il presidente della VI Municipalità Francesco Pagano e il parroco del villaggio Padre Vincenzo Majuri.

La storia della società operaia di Castanea

La società operaia nasce come tante altre in Italia alla fine del 1800, è il cav. Bellone , Pagano Antonino a fondarla ed il 1 agosto del 1895 con il segretario Rizzo Giovanni e il vice presidente Giglio Giovanni nella prima adunanza nomina a socio effettivo La Fauci Antonino. Ha inizio la gloriosa storia della Società Operaia Agricola Mutuo Soccorso di Castanea.

Durante la seconda guerra mondiale tutte le SOMS vennero sciolte. Nel 1950 dopo la guerra, nonostante le grosse difficoltà economiche, con la forza di volontà e la determinazione che il contesto generale richiedeva viene rifondata. È il rag. Puglisi Simone insieme ad altri (unico socio fondatore rimasto in vita Arrigo Giovanni matr. ° 9) che hanno voluto la rinascita della società operaia a Castanea.

La prima sede viene aperta in via IV novembre, successivamente in via massa e dopo altro breve periodo in vico San Giovanni, per approdare definitivamente in piazza SS. Rosario.

Tutto il paese ad ogni livello sociale ne era partecipe economicamente. Importante il valore morale degli artigiani ed operai che offrivano volontariamente le maestranze, così come i professionisti: ragionieri, avvocati, ingegneri e medici.

Siamo orgogliosi di avere lo stabile di proprietà e lo dobbiamo a quegli uomini che senza risparmiarsi con tutte le proprie forze hanno contribuito affinché oggi il nostro sodalizio splende imponente al centro nella piazza del paese.

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