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Immagine tratta da “Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia”

Immagine tratta da “Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia”

“Peppino Impastato”, il fumetto messinese sul giullare contro la mafia che continua ad appassionare i lettori

Dall’1 dicembre la creatura editoriale sbarca in edicola con la collana "Visioni". Il ritratto del fumettista Lelio Bonaccorso ad oltre un decennio dalla prima pubblicazione

A più di dieci anni dalla sua prima pubblicazione non si ferma il successo di "Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia",  il fumetto frutto dell’arte e della ricerca dello sceneggiatore di fumetti Marco Rizzo e del fumettista Lelio Bonaccorso. A partire  dal prossimo 1 dicembre la creatura editoriale  approderà anche in edicola all’interno della collana Visioni  di  Corriere della Sera e Gazzetta . Il gennaio scorso era già uscito con Repubblica un altro lavoro fatto insieme : "Jan Karski, l'uomo che scoprì l'Olocausto". A raccontarci del ritratto a fumetti  del giovane ucciso dalla mafia a Cinisi  nel 1978,  pubblicato per la prima volta nel 2009 per Becco Giallo, chi ne ha scolpito il volto e le vicende attraverso il suo ingegno creativo: Lelio Bonaccorso.

“Siamo molto orgogliosi di essere stati inseriti in questa collana insieme agli autori più quotati del  fumetto italiano . Questo è stato il  primo grosso lavoro fatto insieme a Marco- racconta Lelio-un libro che piace, un fumetto che ancora oggi continua a vendere. Una figura molto sentita dai lettori di cui sono state fatte 7 o 8 ristampe e che è arrivato anche all’estero, in Francia,Olanda e Belgio”.

Un consenso questo raggiunto anche grazie all’interesse crescente che il pubblico mostra nei confronti di storie emblematiche raccontate attraverso il giornalismo a fumetti, che ha conquistato anche il pubblico dei giovanissimi nei progetti scolastici: “ In questi anni abbiamo lavorato molto con le scuole, abbiamo fatto conoscere ai ragazzi chi era Peppino e cosa ha fatto nella lotta alla mafia ”.

Un libro che attraverso il potere evocativo delle immagini rappresenta ancora oggi un modo inedito di raccontare le vicende del giovane assassinato con una carica di tritolo lungo la ferrovia Palermo-Trapani: “Nel nostro libro- afferma Bonaccorso- volevamo proporre una struttura narrativa diversa rispetto ai Cento Passi. Il protagonista è sempre Peppino ma il mezzo narrativo è Radio Aut. Si racconta dei personaggi che ruotano intorno a questa vicenda fino alla morte , al funerale e alla sentenza Badalamenti. Quando si parla di Peppino non bisogna parlare solo di lui  ma di un gruppo di persone  che hanno avuto il coraggio di combattere a viso scoperto. Certo il valore aggiunto di Impastato è che veniva da una famiglia di mafiosi. Inoltre erano gli anni ’70 e la situazione era molto diversa rispetto ad oggi. Per chi conosce la figura o ne ha sentito parlare leggere il fumetto può essere un modo per avvicinarsi  ancora di più a lui”.

Ma come è nato questo lavoro ? “Il fumetto è partito dalla ricerca sul campo – prosegue Bonaccorso- siamo andati a Cinisi e abbiamo raccolto materiale fotografico, documentazioni e cercato di conoscere da vicino Peppino parlando con i suoi familiari. Abbiamo messo tutto insieme e poi da lì è nata la sceneggiatura. E’ stato emotivamente impegnativo, quando  devi parlare di vicende vere senti il peso della responsabilità e speri che i familiari restino contenti. Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere è che  la mafia è una montagna di merda e bisogna parlarne. Perché non parlarne significa ammettere che la mafia ha vinto”. 

Il pubblico in questi anni si è affezionato a Peppino ma anche lo stesso Lelio Bonaccorso non poteva non farlo: “Dopo averlo disegnato per tante pagine ormai conosci  il tuo personaggio e inevitabilmente ti affezioni. Il momento più doloroso è stato quello della morte. Doverlo uccidere ad un certo punto è stato il momento più pesante”. 

Un lavoro il loro  frutto  di un giornalismo che scrive per il fumetto e usa le immagini  per fare informazione che ha visto di recente  la pubblicazione di “Salvezza” e di  "A casa nostra: Cronaca di Riace" : " Noi raccontiamo storie della nostra terra dalla shoah ai migranti . In questi ultimi lavori siamo stati imbarcati 20 giorni sulla nave Acquarius  e abbiamo assistito ai salvataggi  in acque libiche. Nella seconda pubblicazione abbiamo voluto raccontare cosa succede dopo il salvataggio e il meccanismo dell’accoglienza”. Non poteva mancare  nelle loro creazioni a fumetti “La mafia spiegata ai bambini”, un libro che parla di mafia, che aiuta a riconoscere i sintomi e a curarla.
 

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