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Piano paesaggistico annullato? Si, no, forse

La prima sezione del Tar annulla l'Ambito 9 riaprendo i giochi sulla tutela del territorio. Gli ambientalisti: «Un vizio procedurale. Restano ferme le prescrizioni attuali fino a quando non ci saranno nuove regole»

Piano paesaggistico punto e a capo. La sezione I del Tar Catania ha annullato il piano paesaggisto dell’Ambito 9 in seguito al ricorso di quattro aziende rappresentate dagli avvocati Gaetano Artale e Vittorio Indaimo che l'hanno spuntata evidenziando un vizio del procedimento di adozione ed approvazione del piano che vincolava circa 1.650,00 chilometri di territorio, corrispondente a poco più del 50% della superficie complessiva della provincia di Messina ed interessa una popolazione di circa 640.000 abitanti, corrispondente a circa l’82% della popolazione totale della stessa provincia.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giuseppe Laccoto di Brolo, uno dei comuni maggiormente interessati, ma Man, l'associazione mediterraneo per la natura, fa notare in una nota che si tratta di una censura legata al fatto che il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9  è stato emanato dal dirigente generale dell’assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana  e non dal competente assessore.

«Il Tribunale Amministrativo, in ragione dei rilevanti interessi pubblici tutelati - scrive il presidente Gianni Mento - ha individuato un termine di 180 giorni entro i quali l’assessorato dovrà provvedere  al nuovo strumento pianificatorio. In attesa del quale, rimangono ferme  le prescrizioni del piano impugnato così come resta inteso che la sentenza non produce ulteriori conseguenze, sulla legittimità e sulla efficacia di qualsiasi atto o provvedimento  che sia stato emesso in applicazione o a seguito del medesimo piano, ovvero che sia emesso fino a quando siano approvate le nuove misure ovvero nel termine di cui sopra».

Ora comunque si riaprono i giochi. Occorrerà una adeguata concertazione – coinvolgendo interlocutori come la Soprintendenza ai Beni culturali e i Comuni – per garantire comunque una tutela del paesaggio e dell’ambiente che non penalizzi le possibilità di sviluppo.

Il piano riguarda 68 comuni: Alì, Alì Terme, Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Brolo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Castroreale, Condrò, Falcone, Ficarra, Fiumedinisi, Fondachelli Fantina, Forza d'Agrò, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Furnari, Gaggi, Gallodoro, Giardini Naxos, Gioiosa Marea, Graniti, Gualtieri Sicaminò, Itala, Letojanni, Librizzi, Limina, Mandanici, Mazzarà Sant'Andrea, Merì, Messina, Milazzo, Monforte S. Giorgio, Mongiuffi Melia, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Pagliara, Patti, Piraino, Roccafiorita, Roccalumera, Roccavaldina, Rodì Milici, Rometta, S. Filippo del Mela, San Pier Niceto, San Piero Patti, Sant'Alessio Siculo, Sant'Angelo di Brolo, Santa Lucia del Mela, Santa Teresa di Riva, Saponara, Savoca, Scaletta Zanclea, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tripi, Valdina, Venetico, Villafranca Tirrena.

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