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Lunedì, 24 Giugno 2024
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Piste ciclabili, Messina tra le città in maglia nera

Il dato reso noto dall'Istat. Resta ampio il divario tra nord e sud. Piazzamento migliore per le aree verdi e le zone tutelate

Maglia nera per Messina in tema piste ciclabili. La città dello Stretto è, infatti, tra quelle che presentano la rete meno estesa: non oltre i 10 chilometri. Lo rende noto un'indagine dell'Istat che confronta i dati del 2021 e lo sviluppo delle ciclovie che sta comunque facendo registrare progressi.

Resta ancora ampio il divario fra Nord e Centro-sud. La rete delle piste ciclabili continua ad espandersi a ritmo crescente, registrando nel 2021 un incremento del 7,4%, dopo il +5,3% del 2020, il +4,4% del 2019 e il +3% del 2018. Lo rende noto Istat in un report. Lo sviluppo complessivo delle ciclovie supera 5.300 km nell’insieme nei comuni capoluogo (+25,1% rispetto al 2016). Tuttavia, 27 capoluoghi (uno su quattro, fra cui Messina e Catania) dispongono di una rete molto ridotta (meno di 10 km) e altri sei – tutti nel Mezzogiorno – ne sono del tutto privi. Nell’ambito del Pnrr l’Investimento 4.1 della Missione 2, Componente 2 (“Rafforzamento della mobilità ciclistica”), prevede la realizzazione entro il 2026 di 365 km di nuove piste ciclabili urbane.

L’incremento delle piste ciclabili è stato più intenso al Centro-sud (+9,8% sull’anno precedente, contro +6,5% del Nord), confermando il trend degli ultimi cinque anni. Il divario territoriale, pertanto, si va lentamente riducendo, ma le differenze sono ancora molto ampie e la dotazione resta particolarmente carente nelle grandi città del Mezzogiorno. Oltre il 70% dell’infrastruttura ciclabile si concentra, infatti, nelle città del Nord, dove la densità raggiunge 65 km per 100 km2 di superficie territoriale, contro i 27,4 della media dei capoluoghi: quasi quattro volte il valore medio del Centro (17,7) e più di dieci volte quello del Mezzogiorno (6,3).

La densità della rete è mediamente più alta nei capoluoghi metropolitani (41,6 km per 100 km2, contro i 24,1 degli altri capoluoghi), ma le differenze fra le grandi città sono ancora maggiori di quelle fra le ripartizioni. Le densità più elevate si rilevano a Torino e Milano (fra 160 e 170 km di piste ciclabili per 100 km2), seguite da Bologna e Firenze (fra 115 e 120). All’estremità opposta si collocano, invece, Napoli (16,1 km di piste ciclabili per 100 km2) e Reggio di Calabria, Messina e Catania (meno di 5).

Aree verdi, tra luci e ombre

Nei comuni capoluogo, dove vive il 30% della popolazione italiana (17,6 milioni di abitanti), il verde urbano rappresenta in media il 2,9% del territorio (572 km2), pari a 32,5 m2 per abitante. Le aree naturali protette (comprese quelle della Rete Natura 2000) sono invece pari al 16,7% (oltre 3.268 km2), Complessivamente le aree verdi urbane e protette, al netto delle sovrapposizioni, coprono 3.841 km2, pari al 19,6% del territorio dei capoluoghi. La superficie complessiva delle aree verdi aumenta in media dello 0,3% all’anno dal 2011 (+0,6% all’anno nei capoluoghi metropolitani). Lo rende noto l'Istat in un report.

Non tutte le aree verdi sono aperte alla fruizione diretta dei cittadini: la proporzione di quelle accessibili è di 19,5 m2 per abitante. Il rapporto è significativamente più alto nelle città del Nord (mediamente 30,1 nel Nord-est e 20,1 nel Nord-ovest, mentre scende a 18,9 al Centro e a 11,9 nel Mezzogiorno). Tra i capoluoghi metropolitani spiccano Venezia e Torino (40,5 e 22,5 m2 per abitante), mentre agli ultimi posti si trovano Genova al Nord e Messina nel Mezzogiorno, con meno di 6 m2 per abitante. La disponibilità di aree verdi accessibili è minore nei capoluoghi metropolitani rispetto agli altri capoluoghi (16,0 contro 23,3 m2 per abitante in media).

Le aree naturali protette, capaci di produrre servizi ecosistemici e di importanza strategica ai fini della tutela della biodiversità, ricoprono più della metà del territorio a Venezia, Messina e Cagliari (la Laguna a Venezia, i Monti Peloritani e la Dorsale Curcuraci a Messina e lo Stagno a Cagliari, una delle più importanti aree umide d'Europa).

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