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Martedì, 25 Giugno 2024
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Ponte sullo Stretto, lo stop di 120 giorni e la questione cavi: ancora ombre sull'infrastruttura

Perché il ponte sia sicuro serve testare i cavi di acciaio che sorreggono i piloni ma, come scrive la stessa Stretto di Messina, occorre un macchinario che ancora non esiste

E' tutto pronto per la grande manifestazione del 18 maggio che a Villa San Giovanni dovrebbe radunare l'esercito dei no pontisti. Continuano a fioccare le adesioni infatti anche da Messina. Oltre i comitati No Ponte anche la Cgil ha spiegato le ragioni del dissenso per l'ennesima volta. 

Una protesta che cresce e che vede nelle dichiarazioni dell'ad della Stretto, Pietro Ciucci, l'ennesima occasione di polemica nonostante le rassicurazioni che arrivano dal ministro Matteo Salvini sulla volontà di far partire i cantieri "nel 2024 come promesso".

Ma lo stop di 120 giorni sull'integrazione documentale al progetto del ponte sullo Stretto non sembra indirizzare su questa strada. "Lo stop ci dice una cosa: il progetto in realtà non c'è, abbiamo tutto al più uno schizzo buttato giù sulla base di quello superatissimo di 12 anni fa - è la reazione della deputata siciliana del M5s, Daniela Morfino - Visto che su di esso il governo continua con li omissis e con i misteri, riteniamo surreale che la società "Stretto di Messina Spa" vada avanti a testa bassa con le procedure degli espropri. A nostro giudizio vanno fermate, fin quando non arriverà un vero e proprio progetto esecutivo. Questi signori non si rendono conto che non si può giocare con tanta leggerezza con la vita delle persone. Anche oggi Salvini dice che i cantieri apriranno entro l'anno: prima era entro agosto, ora è entro dicembre. Un remake dei numeri a caso sui posti di lavoro generati dal cantiere, che un giorno sono 120 mila, il giorno dopo 50 mila, quello dopo ancora 30 mila. Come sempre, con il governo Meloni il quadro è grave ma non serio".

Il ponte sullo Stretto "non è fattibile": c'è scritto proprio nelle carte del progetto

Ma l'argomento del giorno è la questione cavi che sorreggono i piloni. Perché il ponte sia sicuro serve testarli, come scrive la stessa Stretto di Messina nel progetto, e per farlo occorre un macchinario grande quanto un campo da calcio e alto come un palazzo di cinque piani. "Una macchina che non è mai stata neppure progettata" spiega a Today.it  che ha affrontato la questione con il docente universitario esperto nel campo delle costruzioni Antonino Risitano e spulciando i documenti.

Si tratta di cavi che rientrano tra i numerosi record del ponte sullo Stretto di Messina. Ogni cavo ha un diametro di 1,26 metri, con una lunghezza di oltre 5,3 chilometri tra i due ancoraggi. In totale i quattro cavi pesano 170.00 tonnellate, all'incirca quanto una nave da crociera. Qualcosa di "mai visto prima", dice Risitano a Today. E' lo stesso progettista a spiegare che servono prove da stress per i cavi. Ma il riferimento non è chiaro: "Qualcuno dovrebbe spiegare il contenuto del documento - dice Risitano - Il coefficiente di sicurezza scelto dal progettista non può valere per strutture dinamiche e oscillanti come il ponte sullo Stretto. Non è accettabile, andrebbe bene per i ponti ferroviari, strutture più massicce e stabili. Teoricamente avrebbe lo stesso limite uno stendino, ma le implicazioni per la sicurezza sono differenti: se cadono i vestiti non fa nulla".

Una macchina per testare i cavi con queste dimensioni non esiste e per Risitano, che per decenni si è occupato di costruire macchine complesse, "ci vorrebbero 15 anni di studio per crearne una così da zero. Per di più - sottolinea - servirebbe una quantità d'olio inimmaginabile per i pistoni e le componenti meccaniche. Solo i cilindri sarebbero alti 6 metri e capaci di riprodurre oscillazioni da 8 hertz, cioè 8 movimenti al secondo. Senza parlare della progettazione dei siti produttivi di una macchina simile".

La società stretto si è affrettata a mettere i puntini sulle ì senza però smentire le difficoltà complessive nè l'assunto del professore Risitano: "I cavi principali del ponte non sono un prototipo. In particolare, i quattro cavi principali, realizzati mediante l`impiego di Ppws - funi prefabbricate da 127 fili, zincati e ad alta resistenza - sono di dimensioni analoghe a quanto già realizzato per il ponte Giapponese Akashi Kayko, in esercizio da 26 anni. Inoltre, si rappresenta che recenti realizzazioni (ShiZiYang Bridge, 2020) vedono l`impiego di cavi di diametro anche superiore a quelli del Ponte sullo Stretto (1,30 metri vs 1,26 metri) - scrive in una nota la Stretto di Messina ribadendo di fatto quanto riportato da Today - Per quanto riguarda il tema dei tempi e modalità delle prove di fretting, ovvero fatica da “sfregamento” cavi - selle, queste hanno una durata di alcuni mesi - si legge nella nota -  non certo di anni o tantomeno di decenni - e si avvalgono di martinetti idraulici e strutture con dimensione massima di 10-15 metri, difficilmente definibili come macchine di colossale dimensione”.

Intanto si torna a chiedere chiarezza anche sui documenti relativi alla gara di appalto per la realizzazione del Ponte. A chiedere gli atti Angelo Bonelli di Avs.: "La cosa incredibile che mi è stata risposta è che questi atti sono segreti. Per questa ragione mi rivolgo alla premier Meloni a cui chiedo un incontro: come può essere segreto qualcosa che impegna 14 miliardi di euro di soldi pubblici?. Non so se la premier è a conoscenza di quello che sta facendo il suo vicepremier Salvini. Stamattina ho portato il caso in Aula, ho chiesto che venissero resi pubblici i documenti, mi è stato confermato questo atteggiamento di segretezza da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A questo punto non mi rimane che rivolgermi alla premier Meloni, perché francamente è inaccettabile, sono soldi dei cittadini italiani".

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