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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Arte e territorio

“Il Porto di Messina e la Riviera dello Stretto”, l'essenza simbolica della città nel dipinto di Nino Rigano

Omaggio donato all’autorità portuale di Messina. Per l'artista, originario di Patti, Messina è un luogo magico per atmosfere e colori

L'essenza di Messina in un quadro. Tutto questo è  "Il Porto di Messina e la Riviera dello Stretto” il dipinto grande formato che l’artista Nino Rigano ha donato all’autorità portuale di Messina. L'inaugurazione si è svolta l'1 agosto nella Sala Croceristi al  Terminal Crociere del Porto, come passaggio simbolico dal suo autore ai messinesi. Si tratta di una pittura formato 205x570 su carta scenografica, di cui il giornalista Marco Bonardelli ha illustrato genesi e significati contenutistici. 

L’evento, introdotto dall’ingegnere Mario Mega, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, non è stato una semplice inaugurazione, bensì - come ha specificato Bonardelli nel suo intervento – ulteriore  testimonianza di uno dei massimi tributi dell’artista alla città del cuore: "Per Nino Rigano, originario di Patti, Messina è un luogo magico per atmosfere e colori; tant’è che ne ha immortalato negli anni tanti scorci rappresentativi: chiese, monumenti, ma anche piazze e zone del centro e della periferia. Decano dei pittori peloritani, l’ha sempre vissuta intensamente e continua a viverla per conoscerla a tutte le latitudini e farne soggetto della sua instancabile attività”.

Si è anche parlato dell’uomo dietro l’artista. Una persona vitale, energica, nonostante l’età (87 anni); un vero figlio di Messina che non si arrende al tempo e progetta, crea, realizza costantemente. Da poco ha infatti ripreso le sue sculture in gesso, cemento e ferro che presto esporrà in una mostra dedicata. Altro riferimento importante della sua arte sono i “quaderni” con gli schizzi delle sue opere. “Seguendo la storia cronologica dei quaderni – ha continuato Bonardelli - si può seguire tutto il percorso artistico, fecondo, tra i più ricchi che Messina possa custodire”. L’analisi specifica del quadro ne ha messo in evidenza la precisa finalità di rappresentare l’identità di una città a tradizione marinara, crocevia di fiorenti commerci un tempo, approdo privilegiato di navi da crociera oggi. Una città la cui folgorante bellezza è già visibile dalle imbarcazioni che si avvicinano al porto, prospettiva che Nino Rigano ha mantenuto nella realizzazione dell’opera. Altro contenuto fondamentale del quadro, lo stelo con la Madonnina che campeggia nella punta estrema della zona falcata, con cui Rigano vuole ricordare che Messina è un luogo protetto addirittura dalla Madonna, che nella sua lettera benedice tutti i cittadini e la città, come si legge sul basamento della struttura. 

Tutti elementi non casuali, che, come ha precisato Bonardelli, non sono parti di una banale rappresentazione, ma di un ritratto vivo, sentito, che racconta un’identità precisa. E anche lo stile dell’artista è unico. I materiali poveri, cartoni e carte, rappresentano la base dei suoi dipinti, caratterizzati da colori accesi, vitali; perché per Rigano la sua Messina è una città che vive, animata da una movida, che racconta anch’essa la sua storia. Il quadro è realizzato infatti su carta scenografica con colori a tempera e acrilici. Ulteriore elemento da sottolineare è che l’artista non si ascrive a nessuna delle correnti pittoriche passate e contemporanee. Quindi non imita nessuno: è, per sua stessa definizione, “orgogliosamente fuori moda”, lontano dalle tendenze o mode dell’arte visiva contemporanea.

Presenti all’evento anche il vicesindaco Francesco Gallo e l’assessora alle Politiche Giovanili Liana Cannata.

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