Christian e Claudia, primo matrimonio sulla spiaggia a Mongiove

Ai piedi di Tindari e le isole Eolie all'orizzonte, una bella coppia si è detta sì davanti agli occhi incuriositi dei bagnanti. Un sogno le nozze sulla spiaggia per tanti romantici. Che ora diventa più facile grazie alla “liberalizzazione” dei sì

Si sono dichiarati amore eterno festeggiando nella spettacolare spiaggia di Mongiove, fra gli occhi incuriositi dei bagnanti che hanno visto l’insolito allestimento a due passi dalla battigia.

Siamo nell’antico borgo di pescatori di Patti,  protetto dal monte di Giove o Mongiove da cui prende il nome. Zona incantevole, ai piedi di Tindari vicino ai laghetti di Marinello, carica di ulivi e fichi d’india, all’orizzonte le isole Eolie.

Una location che avrebbe fatto invidia alle presentatrici televisive  Bianca Guaccero, Stefania Orlando, all’attrice Laetizia Casta e perfino a Sutton, straricco immobiliarista di New York che si è sposato sulla spiaggia di Santo Stefano, fra gli invitati anche Ivanka e Madonna.

Tutti vip che hanno scelto di appoggiare i piedi sulla sabbia per dirsi di sì.

Certo, perché quello del matrimonio in riva al mare è un sogno romantico per la maggior parte delle coppie, ma ancora abbastanza insolito da vedere sulle spiagge libere della Sicilia, nonostante non manchi certo lo spazio.

La legge che liberalizza i sì

Resta, insomma, una novità quella di Christian e Claudia e il loro white party in grande stile.  Loro vivono e lavorano a Mongiove e chissà quante volte quella spiagga ha visto crescere il loro amore. Era giusto che diventasse “testimone” di nozze.

Così, eccoli in tutto il loro splendore per il rito nuziale celebrato al tramonto da un assessore del Comune di Patti, in riva al mare, tra migliaia di fiori e decine di invitati, anche loro in gran parte vestiti di bianco, colore dominante dell’evento. 

Un evento destinato ad essere sempre più emulato grazie anche alla nuova legge che prevede la possibilità di sposarsi al di fuori della "casa comunale", in luoghi più insoliti di quanto sia già possibile. L’articolo 106 del Codice Civile prevede infatti che il matrimonio debba essere celebrato “pubblicamente nella casa comunale davanti all'ufficiale dello stato civile al quale fu fatta la richiesta di pubblicazione”, la proposta di legge sopprime, all’articolo 2, le parole “alla casa comunale”.

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