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Spiaggia Milazzo

Spiaggia Milazzo

Pulizia spiagge, Legambiente: "Rastrellamento manuale per non distruggere i litorali"

L'Ente di Milazzo scrive alle istituzioni prima dell'arrivo dell'estate: "Le ruspe, mezzi inadatti e pesanti favoriscono erosione costiera"

“Trattiamo bene la natura e la natura continuerà a donarci energia ed emozioni”. A pochi mesi dall’arrivo della bella stagione Legambiente Milazzo torna sulla spinosa questione della pulizia delle spiagge,  che se gestita male con ruspe, mezzi inadatti e pesanti,continuerà a distruggere  l’ambiente favorendo l’erosione costiera.

 L’ente, attraverso una nota indirizzata alle istituzioni competenti ribadisce la necessita di adottare  il rastrellamento manuale senza impatti, come stabilisce il Ministero dell’Ambiente: “Un’organizzazione attenta e rispettosa della normativa vigente, sia nel campo del trattamento dei rifiuti che di quello per la prevenzione igienico-sanitaria, vuole che le Autorità preposte dedichino, come ogni anno, molta attenzione alla pulizia dei litorali marini con impiego di mezzi e metodi idonei.Le spiagge sono una delle risorse paesaggistiche, ma anche economiche e sociali, più importanti del nostro Paese. Abbiamo la bellezza di 7.375 chilometri di litorale, un patrimonio naturale inestimabile fatto di arenili, sistemi dunali e coste rocciose”, come si legge nel dossier Legambiente 2008.

Le spiagge, non più esposte a pesanti livellamenti artificiali, si caratterizzano per una tipica vegetazione protetta dalla legislazione europea, costituita dalle cosiddette piante pioniere, che hanno  un ruolo fondamentale per il consolidamento della duna. Da prendere in considerazione  anche il modellamento operato dal mare e dal vento nelle spiagge alimentato  dalle grandi quantità di sedimento che i fiumi portano al mare. Motivo per il quale i litorali non vanno deturparti.

"E' necessario – continua la nota-promuovere il rispetto delle norme in vigore e punire i responsabili di violazioni; per una corretta operazione di pulizia è necessario sempre intervenire tempestivamente e con gli attrezzi idonei, avendo cura di rimuovere, con operazione di rastrellamento possibilmente manuale (e non di sotterrare in sito) il materiale estraneo. Il rastrellamento manuale oltre che corretto e il migliore, ha una sua ricaduta sul sociale in quanto con questa operazione possono essere garantiti posti di lavoro anche se occasionali”.

Legambente non risparmia neppure i privati ,perchè le nostre spiagge sono  un bene naturalistico e paesaggistico sottoposto a tutela: “Trattandosi di intenzioni civicamente meritorie, bisogna tuttavia tenere presente che tali operazioni sul demanio marittimo, vanno effettuate previe le necessarie autorizzazioni; i mezzi meccanici eventualmente utilizzati devono essere idonei; bisogna inoltre sapere che è giustamente vietato effettuare con le pale meccaniche livellamenti artificiali e spostamenti di sabbia. In questi casi si configura un indebito movimento terra, se non addirittura una cava abusiva di materiali appartenenti al pubblico demanio. Tutte attività perseguite dalla legge”.

E per quanto riguarda i materiali di rifiuto? “Le ditte che le effettuano devono essere titolari di specifica autorizzazione ed abilitate al trasporto, nonché allo smaltimento. Dunque il privato dovrà opportunamente avvalersi di un’impresa all’uopo autorizzata”. Bisognerà inoltre evitare di spargere o di sotterrare gli inerti o i rifiuti depositati:  “Questa politica- conclude la nota-  che possiamo definire 'dello struzzo', oltre ad essere assolutamente vietata è severamente punita dalla legge, è controproducente anche nei confronti degli interessi dell’operatore che trae profitto dalla fruizione della spiaggia. I rifiuti sparsi, sotterrati o coperti finiscono per ritornare in superficie peggiorando le condizioni di degrado dell’arenile e rendendo tale degrado irreversibile”.

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