L'ultimo annuncio di Radiostreet in Fm, Fiorino: "Un sogno interrotto"

Sono state vendute le frequenze a RadioTaormina, l'emittente di via Garibaldi trasmetterà solo musica e soltanto via web. Su facebook il fondatore ha scritto nel giorno del suo compleanno un personale ricordo


Rebel Rebel di David Bowie è stato il primo pezzo trasmesso il 14 maggio 2004. E puntuale, ogni anno, al compleanno dell'emittente, il brano veniva annunciato e riascoltato. Non sarà più così sui 103.3. Radiostreet che aveva sede in via Garibaldi, vive solo sul web e trasmetterà soltanto musica via internet e via app.

E non sarà la stessa cosa senza "Grandi classici e informazione", senza intrattenimento e approfondimenti musicali e politici, senza ospiti e notizie. Mancherà la modernità digitale e di voci di un gruppo che ha lasciato il segno. Sono state vendute le frequenze a RadioTaormina. "Finisce un'era - dichiara il fondatore Luciano Fiorino - Radiostreet, in pochi anni, era divenuta la radio della città". Nata come spin off di Ufficio Spettacoli e partita da via Grattoni, l'emittente inizia a camminare con le proprie gambe transitando da Forte Petrazza per stabilizzarsi in via Garibaldi. Oggi un'altra voce si spegne.

Prima webradio del meridione RadioStreet Messina sbarca in Fm alla fine del 2007. Una radio animata da uno staff di oltre 40 collaboratori  composto da tecnici, diskjockey, animatori e giornalisti. Fin dall’esordio lancia l’inedito format “grandi classici e informazione”. In un post sul suo profilo facebook Fiorino, giornalista ed ex presidente del Teatro Vittorio Emanuele, che compie gli anni proprio oggi, ha voluto festeggiare a suo modo il matrimonio con la radio dedicandole il personale ricordo: "Ora mi sono fermato. E coincidenza vuole che si sia fermata nell’etere anche RadioStreet. Il format grandi classici continua a girare sul web, ma si è fermato il treno che trasportava velocissimo un sogno. Che figata che è stato, che potenza! Un sogno personale del 2004, poi abbracciato da un gruppo, poi da ancora più persone sino a diventare patrimonio di una città intera. Un sogno che ho lasciato correre, come si fa con i bimbi, buttandoci a distanza sempre un occhio. Ma evidentemente correva su gambe deboli, arrendevoli alle difficoltà e alle meschinità. E oggi il sogno è interrotto, ma la radio resta sotto pelle. Si, è vero, avrei dovuto scrivere queste righe già da un po', avrei dovuto spiegare cosa fosse successo, ma prima proprio non ce l’ho fatta. E forse neanche adesso. Una sveglia ti sveglia, ma non ti impedisce di tornare a sognare".

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