Domenica, 21 Luglio 2024
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"I luoghi di Maria Costa affondano nel degrado", se l'appello al Comune resta senza risposta

Quasi un anno fa la richiesta da parte di enti e associazioni per intitolare la piazzetta di Case Basse alla Sibilla dello Stretto la cui abitazione è stata inserita di recente nel circuito "Case della memoria". Ruggeri: "Un abbandono intollerabile, ma noi non perdiamo la speranza"

Tra le “macerie” di Case Basse, c’è una piccola piazza che si affaccia sull’ultimo scorcio di mare lasciato libero dalla tumultuosa espansione palazzinara che ha devastato nel tempo l’antico borgo marinaro. In quella piazza, all’alba, la poetessa Maria Costa, che delle Case Basse è stata anima lirica, si sedeva e componeva la sua quotidiana “quartina” di versi. 

Tra poco, l’8 settembre prossimo, compirà un anno la proposta d’intitolare la piazza alla poetessa “sibilla dello Stretto”. Una richiesta di cui si sono fatti carico il Comitato Civico “Messina città dimenticata”, il Direttore del Museo della Fauna Marina dell’Università di Messina e il Centro Studi “Maria Costa” – rispettivamente rappresentati da Giuseppe Ruggeri, Filippo Spadola e Lillo Alessandro – nell’intento di recuperare parte del rione ove la Costa nacque e visse fino alla sua morte, avvenuta il 7 settembre 2016.

Si tratta precisamente – come si legge nella proposta – dello “spazio antistante la via Francesco Cilea” al centro del quale campeggia un maestoso eucalipto alle cui fronde la poetessa dello Stretto si sarà soffermata tante volte contemplando quel braccio di mare sempre vivo nei ricordi d’infanzia e ispiratore dei suoi versi più belli e struggenti.

“La memoria dei luoghi” spiega Ruggeri, primo sottoscrittore della proposta “è imprescindibile per la promozione di un territorio - come il nostro - imbevuto fino al midollo di storia e di leggende millenarie. Maria Costa ha rappresentato e rappresenta a tutt’oggi un catalizzatore di straordinaria pregnanza in grado, di per sé, di dare identità a quel fenomeno vivente che è lo Stretto di Messina. Di contro, i luoghi ove la Costa visse fino al termine dei suoi giorni sono un vero e proprio monumento al degrado, sventrati come sono stati, negli anni, da incuria e distruzioni sistematiche che ne hanno progressivamente annullato la suggestiva valenza simbolica. E’ per questo che si è pensato di far rivivere un sito oggi votato all’abbandono, quale la piazzetta ove Maria si recava ogni mattina per comporvi la sua quotidiana quartina di versi, attraverso un adeguato intervento di riqualificazione, in ogni caso imprescindibile dall’intitolazione a suo nome”.

Nonostante la buona volontà dei sottoscrittori, tuttavia, i quali hanno avuto pure cura di allegare alla proposta una dettagliata documentazione fotografica, nessun segnale, a quasi un anno dalla sua formulazione, giunge ancora dall’Amministrazione comunale. Si sa che, all’uopo, provvede di regola una Commissione toponomastica ma i tempi d’attesa sembrano davvero aver superato ogni limite. Anche di educazione, è bene aggiungere, visto che nessun riscontro, sia pure negativo, risulta a tutt’oggi pervenuto ai sottoscrittori della proposta.

Nel frattempo, la Casa Museo “Maria Costa” è stata inserita nel prestigioso circuito “Case della memoria” – unica nel comune di Messina mentre in provincia ritroviamo Casa Cuseni a Taormina e Villa Vina dei Piccolo di Capo d’Orlando – e il Centro Studi “Maria Costa” svolge una fervida attività di promozione culturale della figura e l’opera della poetessa.

“Ma noi” conclude Ruggeri “non perdiamo la speranza perché, come insegnano gli antichi, alla fine gutta cavat lapidem. Rincresce, tuttavia, che di memoria dalle nostre parti, specie a livello istituzionale, si voglia sempre meno saperne. Ignorando che, senza memoria, nessun futuro è possibile”.

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