Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Museo multimediale “Orion”, una sala porta il nome di Sebastiano Tusa

L’iniziativa di “Athanasios Kircher” per ricordare l'archeologo scomparso in un incidente aereo in Etiopia. Sul sito dell'associazione anche l'intervista audio-visiva che racconta le sue scoperte. In teoria dello studioso anche la mostra-evento a Napoli

Una sala del Museo multmediale “Orion” sullo Stretto di Messina, www.museorion.it, è stata intitolata all’archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso tre mesi fa in un incidente aereo in Etiopia. Come sovrintendente del Mare prima e poi anche come assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Tusa è stato un sostenitore convinto e appassionato sin dalla sua ideazione del Museo “Orion”, che è operativo dal dicembre del 2017.

L’Associazione “Athanasios Kircher” di Messina, che cura il progetto di “Orion” e il suo sito per conto della Sovrintendenza del Mare dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, aveva subito annunciato dopo la tragedia che avrebbe intitolato a Tusa una sala del Museo virtuale che ora è stata attivata. Sul sito sarà inserita a giorni pure l’intervista inedita audiovisiva in cui Sebastiano Tusa parla delle scoperte di archeologia marina nello Stretto di Messina. “Orion”, il cui accesso su Internet è gratuito, non ha precedenti in Italia grazie alla sua formula originale perché i musei virtuali sul web nascono in genere come avatar di musei reali.

“Orion” invece è tutto basato su brevi filmati storici provenienti dall’archivio privato di Sergio Palumbo e filmati realizzati per l’occasione in alta definizione e col drone accompagnati da immagini e testi in italiano e inglese. Esso dà la possibilità di scoprire i segreti e le bellezze dello Stretto di Messina sia dal punto di vista naturalistico e ambientale sia per quanto riguarda miti, leggende e tradizioni popolari legate al mare fra Sicilia e Calabria.

Proprio oggi, nel Parco archeologico dei Campi Flegrei, a Napoli, è stata inaugurata  la mostra “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea ed in Sicilia” all’interno delle sale del Castello di Baia in una mattinata densa di emozione per i tanti ricordi del compianto Sebastiano Tusa cui la mostra è dedicata. Una dedica fortemente voluta per chi ha impegnato la propria vita per l'archeologia e le ricerche subacquee, anche in terra campana. 

L’esposizione, con allestimento e curatela realizzati da Teichosarcheologia di Napoli, racconta la stagione di nascita dell’archeologia subacquea in Italia fin dagli anni ’50, quelli delle prime fasi pionieristiche, contrassegnate dalle grandi scoperte che ne sono derivate e che hanno dato impulso alla ricerca scientifica in questo campo.

Un racconto fatto di documenti d’archivio, foto d’epoca e lettere dei protagonisti della ricerca archeologica subacquea del Sud Italia, provenienti dagli archivi delle Soprintendenze ai Beni culturali della Regione Siciliana, dalle Soprintendenze del ministero per i Beni e le attività culturali, da Istituti specializzati e da archivi privati.

Ripercorrendo le prime esperienze ricche di genuina passione e romanticismo, il racconto giunge fino alla creazione della Soprintendenza del mare della Regione Siciliana da parte di Sebastiano Tusa: un momento storico importante che segna il passaggio dal periodo delle scoperte fortuite alla ricerca scientifica sistematica e alla tutela del mare da parte di una pubblica amministrazione, prima e unica in Europa.

Un itinerario di grande suggestione arricchito da installazioni multimediali e da documenti che raccontano la Battaglia delle Egadi e i ritrovamenti ad essa legati. Rappresenta, inoltre, una preview della mostra “Thalassa. Meraviglie dei mari della Magna Grecia e del Mediterraneo”, che sarà inaugurata il prossimo mese di dicembre al Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann).

Un progetto culturale promosso dal Mann, dal Parco archeologico dei Campi Flegrei, dall’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana e da Teichos, grazie al protocollo sottoscritto per sviluppare, nel prossimo triennio, una serie di attività culturali, di ricerca, divulgazione e informazione in Campania e in Sicilia.

«Il compianto assessore Sebastiano Tusa - sottolinea il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - ha lavorato con passione a questo progetto, agli eventi collegati e a questa stessa mostra, realizzata anche grazie alle sue fondamentali indicazioni. Questo appuntamento costituisce perciò anche un primo grande omaggio e un riconoscimento sentito rivolto alla memoria di un grande archeologo e soprattutto di un grande uomo che ha rappresentato un punto di riferimento per l’archeologia subacquea mondiale. Il miglior modo per commemorare il lavoro di uno studioso che ha dedicato la sua vita allo studio e alla divulgazione del ricco patrimonio culturale siciliano. La Sicilia, dunque, continua a rappresentare oltre i suoi confini, il suo progetto di grande respiro che si inquadra nella più ampia programmazione culturale dell’assessorato dei Beni culturali. E seguendo l’eredità culturale che Sebastiano ci ha lasciato promuove iniziative che ricostruiscono la storia di una terra, che con i suoi tesori è protagonista del panorama culturale internazionale».

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