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Scienze, premio L’Oréal-Unesco For Women in Science: Magazù in giuria

Il decano di Fisica del Dipartimento di Scienze Matematiche e Informatiche, nel panel di illustri docenti ed esperti scientifici italiani per il riconoscimento che assegna ogni anno borse di studio in ambito scientifico a sei ricercatrici under 35

"Un onore per me fare parte di questa giuria che ogni anno premia delle ricercatrici che riescono a confermarsi un‘eccellenza scientifica, nonostante le difficoltà connesse all’avanzamento di carriera”. A dirlo il professore Salvatore Magazù decano di Fisica del Dipartimento di Scienze Matematiche e Informatiche, Scienze Fisiche e Scienze della Terra dell’Università di Messina, partecipando alla premiazione che si è svolta nella Sala Auditorium del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano la XXI edizione italiana del premio ‘L’Oréal-UNESCO For Women in Science’, il premio internazionale, lanciato nel 1998 da L’Oréal e organizzato insieme alla Commissione italiana per l’Unesco, che assegna ogni anno borse di studio in ambito scientifico a sei ricercatrici under 35.

Magazù ha fatto parte della giuria del premio, che ogni anno è costituita da un panel di illustri professori universitari ed esperti scientifici italiani e nel suo intervento ha ricordato: “Abbracciare le differenze è il fondamento di ogni amor proprio e di ogni libertà. Non limitiamo noi stessi per i limiti degli altri e non limitiamo gli altri per i nostri limiti. Accettare la diversità non è un atto di tolleranza, ma un atto di inclusione”. Anche in questa edizione, sono state assegnate sei borse di studio ad altrettante ricercatrici under 35, sulla base dell’eccellenza riconosciuta ai loro progetti in tutti i campi della scienza e della tecnologia. In particolare, le vincitrici sono risultate: Francesca Berti, ingegnere biomeccanico che si occupa di dispositivi medici impiantabili, Alessandra Biancolillo, chimica analitica che si occupa di metodi chemiometrici, Alice Borghese, astrofisica specializzata nello studio delle stelle di neutroni tramite satelliti a raggi X, Gloria Delfanti, biotecnologa che si occupa di terapie antitumorali, Martina Fracchia, chimica che si occupa dello sviluppo di nuovi materiali per la produzione di energia, e Arianna Renzini, fisica teorica specializzata nello studio del fondo di onde gravitazionali. L’evento ha rappresentato una preziosa occasione per approfondire tematiche connesse alle carriere, alle opportunità, ai metri di giudizio e alla selezione, fornendo una visione dettagliata sul gender gap che ancora segna le scelte e le storie di tante donne di scienza. Sin dal 1998 il programma L’Oréal-Unesco 'For Women in Science' si spende per consentire ad un numero sempre maggiore di giovani studiose di superare le difficoltà connesse all’avanzamento di carriera. In 25 anni il programma ha sostenuto oltre 4.100 ricercatrici di oltre 110 paesi, premiando l’eccellenza scientifica. Cinque delle scienziate che hanno vinto il premio L’Oréal-Unesco, sono state insignite del premio Nobel. Durante la cerimonia è intervenuta Eugenia Maria Roccella ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità con un messaggio video dove ha parlato dell’effetto Matilda che fa riferimento alla negazione o alla minimizzazione dei risultati scientifici conseguiti da donne i cui studi vengono attribuiti a colleghi uomini, non per la qualità scientifica, ma per motivi di genere.

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