Venerdì, 24 Settembre 2021
Attualità

Sportello psicologico e incontri con Polizia postale, parte dalla Leopardi la lotta al cyberbullismo

Il protocollo di intesa fra la scuola e il Garante per l'infanzia Fabio Costantino. Previste iniziative per contrastare disagio e educare all'utilizzo dei social. Il progetto pilota spiegato dalla docente Maria Catalano

Si parte dai banchi di scuola per proseguire in famiglia, perché solo attraverso la conoscenza si attiva la prevenzione. Dopo la Mazzini, anche l’Istituto comprensivo Giacomo Leopardi  scende in campo  contro i mali  che ogni giorno divorano  le nuove generazioni: cyberbullismo e bullismo,  legati spesso  all’uso inconsapevole e improprio dell’universo social. Dopo la firma  del protocollo di intesa con il Garante dell’infanzia Fabio Costantino, avvenuta lo scorso gennaio  e l’attivazione dello sportello psicologico destinato ad accogliere  segnalazioni su bullismo o dispersione scolastica, il sodalizio avrà il suo battesimo il prossimo 24 febbraio con un incontro  online con la Polizia postale. Si comincerà focalizzando l’attenzione sui grandi fatti di cronaca attraverso video e testimonianze per promuovere l’uso consapevole dei social tra cui Tik Tok, teatro negli ultimi tempi di sconvolgenti episodi di violenza. Fatti che sempre più spesso vedono come protagonisti i bambini.

“E’ tutto pronto per l’importante incontro con la Polizia postale- afferma la professoressa Maria Catalano e referente bullismo e cyberbullismo dell’istituto- già in occasione della giornata del cyberbullismo  abbiamo tenuto un incontro informativo con i ragazzi per discutere su questo tema  e il riscontro è stato positivo. E' importante  parlarne sempre. Per loro soprattutto in questo periodo di pandemia il telefonino è diventato un vero rifugio. Bisogna confrontarsi e raccontare le esperienze vissute per  comprenderne la pericolosità”.

Da qui l’attivazione di uno sportello nell’istituto in cui una psicologa dell’Associazione Resobes è pronta ad ascoltare e ad accogliere le preoccupazioni degli studenti: “ C’è una tendenza a partecipare da parte dei ragazzi che si recano nello sportello ma in generale molti ancora non si rendono conto della pericolosità di questo fenomeno”.

Motivo per il quale il contrasto al cyberbullismo non può fermarsi solo a scuola. “Anche se il docente diventa un punto di riferimento, il lavoro in aula non basta - precisa la docente- è fondamentale  che prosegua a casa. Le famiglie sono restie davanti a questi fenomeni, si tende a nascondersi dietro la convinzione che  queste cose ai loro figli non accadranno mai. In realtà i genitori spesso non danno il giusto peso ai rischi sottesi all’uso dei telefonini, a volte  legati alla mancata sorveglianza”.

Il ruolo dei genitori diventa fondamentale in questa lotta quotidiana con le nuove generazioni:  “Siamo in fase organizzativa- prosegue-  ma sono già previsti nel mese di marzo corsi formativi online con telefono Arcobaleno rivolti ai genitori.  Un traguardo che mi rende felice ma è solo il primo passo  per arginare il fenomeno. Anche la dirigente  scolastica, la dottoressa Caputo, è contenta di questo risultato. Speriamo che tutto ciò consenta di aprire gli orizzonti e di allargare le menti”. 

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