Detenute al carcere di Barcellona, un giorno da modelle per abbattere il muro del pregiudizio

L'evento voluto da Angela Gitto in collaborazione con Soroptimist fra svolazzanti abiti colorati e momenti di riflessione poetica

“Ma io non ho fatto nulla. Ho solo aperto la porta”.

Vero. Ma la porta è quella del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, sezione femminile. Dove aprire anche solo uno spiraglio significa già mettere in atto una piccola grande rivoluzione.

Lo sa bene, nonostante la modestia, la direttrice del carcere Romina Taiani.  E sa altrettanto bene che la “discriminazione involontaria” per la popolazione carceraria femminile non è neanche il problema più grave da affrontare. Quantomeno nella struttura che lei dirige da anni, perché le “sue” detenute sono detenute speciali che hanno disagi psichici.

“Ma nessuno è normale visto da vicino”, ha detto Lucia Crisafulli leggendo dal racconto autobiografico di una detenuta in Opg.

Andrà via presto, Romina Taiani. Ed  dispiaciuta che il suo abbandono possa essere collegato da qualche malizioso ai recenti fatti di cronaca che hanno portato il carcere nuovamente all’attenzione nazionale. Lei ha già chiesto il trasferimento da Barcellona perché il suo cuore batte in Veneto, dove ci sono marito e figli. Ma è evidente che lascerà un pezzo di sé in via Madia Vittorio.

Dove ieri, nonostante i ferrei controlli all’ingresso – via anche le borse e i  telefonini – e le grate di ferro davanti agli occhi, è sembrato di stare nell’elegante giardino di una villa abituata a vedere più passarelle glamour che malinconie di donne disagiate.

Complice un tappeto rosso, le luci e la passerella che hanno visto sfilare insieme  donne “comuni” e “ristrette” nel tentativo di andare “Oltre il muro del pregiudizio”.

Tentativo riuscito e messo in atto da Angela Gitto (nella foto), ideatrice dell’evento organizzato in collaborazione con il Soroptimist International Club Spadafora Gallo Niceto. 

Per la maggior parte delle persone è più facile immaginare il carcere come un mondo tipicamente maschile. Il motivo è numerico: le detenute sono circa un quarto del totale.

A Barcellona il carcere femminile ha otto detenute, gli uomini circa 300, di cui 80 con problemi psichici. Una conseguenza spesso sottovalutata di questo dato è che le carceri italiane sono strutturate per una detenzione al maschile, così è concreto il rischio che le donne scontino un supplemento di pena: l'annullamento della propria identità femminile.

Anche far entrare un rossetto o un deodorante richiede mille autorizzazioni.

Per questo ieri non si è trattato di un evento qualunque. E’ stato un momento unico che si inserisce all’interno di un percorso rieducativo e che invita alla riflessione senza pregiudizi.

Una riflessione diversa intorno all’istituto della pena, che è forse qualcosa d’inevitabile, ma non d’immutabile.

Come racconta anche la storia di “Pezzettino”, fiaba di Lionni scritta per i piccoli, ma pensata anche per i grandi. Un capolavoro quasi filosofico sull’autostima e il valore della singolarità, raccontato con semplicità poetica poco prima della passerella.

IMG-20190718-WA0036-2Poi, un tripudio di colori tra tacchi a spillo e piedi scalzi che portavano a spasso, da vere fashioniste, svolazzanti abiti in prezioso tessuto. Due le uscite, intervallate da alcuni momenti di spettacolo, uno teatrale e uno di danza con Sicilia danza ed il maestro di violino Giovanni San Giovanni. Tema portante il mare perché ha spiegato l’ideatrice Angela Gitto oggi simbolo per eccellenza di ciò che “accoglie e divide”.

Ospite d’eccezione, l’assessore di Milazzo Salvo Presti, regista e “storico” collaboratore di qualificati programmi Rai, che ha incantato con la lettura della poesia “Vietnam” della poetessa e saggista polazcca Wislawa Szymborska, delicato omaggio alle donne di tutti i paesi in guerra.

Presente all’evento, anche il comandante Stefania Greco e l’avvocato Giuseppina Siracusa, che ha letto un brano tratto da “Ermeneutica della dignità” del professore Vincenzo Scalisi. Siracusa è anche presidente della zona 9 del Lions Sicilia che comprende i Club di Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e Patti. Il Club di Barcellona, presieduto dall'ingegnere Pippo Quattrocchi, ha aderito immediatamente alla iniziativa di Angela Gitto e si è impegnato a destinare il ricavato della Festa d'estate che si terrà il prossimo 9 agosto all'acquisto di beni di prima necessità per le detenute.

A rendere possibile la serata di ieri anche il contributo dei privati: la Candidfrucht, le Officine Siciliane e le stesse Sorelle Inglesi che hanno organizzato le uscite  in passerella.  

Partner dell’evento la Sartoria Sociale “Kano” di Lucia Isgrò, Lia Cisì, L’incantastorie di Elisa Calabrò, il Circolo delle Lucertole di Viviana Isgrò, Frida Onlus di Lucia Crisafulli ed Edizioni Smasher di Giulia Carmen Fasolo, l'istituto di bellezza Merfly e Puccio e Franco acconciature.

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