Ondate di calore, sposi in fuga ai Colli Sanrizzo | VIDEO

Fra caos in città e caldo asfissiante, il neo sposo ha preso la saggia decisione: andiamo tutti sui Monti Peloritani. Il brindisi sui generis con marcia nuziale e pagnotta

Quando arriva la bella stagione si discute continuamente e con la giusta empatia di quanto siano difficili da sopportare le estati. Soprattutto per alcune categorie. Il consigliere Libero Gioveni proprio ieri si è preoccupato perché manca il piano per le ondate di calore. “Tutte le Amministrazioni hanno varato i piani estivi per l’emergenza caldo, e non soltanto con le procedure di emissione di bollettini meteo da parte del sindaco, ma anche con consigli validi per tutti i cittadini più a rischio, distribuendo brochure con l'elenco dei recapiti dei punti di intervento sanitario oltre ai numeri telefonici per le segnalazioni di emergenza, con una distribuzione capillare negli ospedali, negli ambulatori dei Medici di famiglia e dei pediatri,  nelle farmacie, nei poliambulatori e gli uffici pubblici”, scrive Gioveni.

E noi? Niente. Neanche uno straccetto di piano.

La questione non è di poco conto. Le estati possono essere davvero difficili. Se non puoi andare la mare, poi, che sfiga. Se ci puoi andare, che sfida due volte.  Perché, si sa, il mare stanca.

E poi, ci pensi a quelli che non vanno in vacanza perché non hanno un centesimo? O a tutti gli animali abbandonati da padroni senza scrupoli solo per qualche giorno di svago. E quelli a disagio per la prova costume? 

Nessuno però, che mostri un minimo di empatia, di solidarietà, di compassione, di sensibilità, di vicinanza, di partecipazione per chi si sposa d’estate. Lo scelgono loro, direte voi. Sappiate è che vero solo in parte. In realtà sono costretti da una serie di elementi che giocano a favore della bella stagione: location più belle, ampia gamma per i vestiti, meno possibilità di pioggia a rovinare la festa....

Più o meno le stesse motivazioni che hanno spinto Fabio Interdonato e Cetty Currò a scegliere i giorni col bollino giallo per giurarsi amore e fedeltà eterna.

Solo che a un certo punto non ce l’hanno fatta più. Fra caldo asfissiante e strade intasate per la Galleria di San Jachiuddu chiusa, sono stati consigliati a desistere dal caos cittadino e il neo sposo ha preso la saggia decisione: “Ma nchianamunninni e coddi Sanrizzo, che da Don Minico alla Quattro Strade si sta bene”.

E così, sui Monti Peloritani, nella “Casa di cura” che somministra al posto delle pillole le pagnotte alla disgraziata, i due hanno brindato al loro avvenire con tanto di marcia nuziale e l’augurio dell’equipe di don Minico. Non abbiamo notizie su come li hanno accolti gli invitati al ricevimento vero e proprio. Forse si sono sciolti in lacrime. O forse si sono sciolti e basta.

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