Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Università, Messina fanalino di coda insieme a quella di Palermo

Secondo l'istituto di ricerca, si colloca al dodicesimo posto della graduatoria degli atenei "grandi" (da 20 mila a 40 mila iscritti) su 15 posizioni. In vetta c'è Perugia

Università siciliane ancora indietro rispetto a quelle nazionali. Emerge dall'analisi del Censis, che ha stilato la classifica annuale degli Atenei (divisi in categorie mega, grandi, medi, piccoli, politecnici, non statali). Secondo l'istituto di ricerca, Messina si colloca al dodicesimo posto della graduatoria degli atenei "grandi" (da 20 mila a 40 mila iscritti) su 15 posizioni. Subito dopo c'è Palermo. L'Isola resta quindi ben lontana dalla vetta, dove si trova invece Perugia. La flessione negli atenei del Mezzogiorno – secondo lo studio del Censis - si inquadra all’interno di un fenomeno tradizionale: la elevata percentuale di studenti meridionali in mobilità extra-regionale. Nell’ultimo anno più del 23% di essi è andato a studiare in una regione diversa da quella di residenza, a fronte dell’8,5% dei colleghi settentrionali e del 10,8% di quelli residenti nelle regioni centrali. La scelta dell’ateneo in cui andare a studiare implica una valutazione anche del contesto più generale in cui l’università opera, nonché delle opportunità che essa può offrire.

L'analisi del Censis

Si tratta di un’articolata analisi attraverso la valutazione di più parametri: servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, strutture disponibili, comunicazione e servizi digitali, livello di internazionalizzazione. Le novità introdotte quest’anno sono: l’occupabilità dei laureati delle università statali, il grado di soddisfazione per i servizi (aule, biblioteche, postazioni informatiche) di chi ha già frequentato l’ateneo, una mappatura di quelli che dispongono della "carriera alias", ovvero uno strumento Lgbt-friendly per agevolare le persone in transizione di genere (a oggi hanno aderito 42 atenei statali su 58). A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali, dei corsi a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali secondo la progressione di carriera degli studenti e i rapporti internazionali.  

Messina Classifica Censis-2

Messina fanalino di coda tra i grandi atenei statali

L’Università di Perugia è ancora al vertice della classifica dei grandi atenei statali, con un punteggio complessivo pari a 91,2. Messina si ferma a 80,5 come punteggio, frutto del parametro 99 per le Borse (dietro solo ai 110 della Calabria), 88 in comunicazione e servizi digitali, 86 in strutture; più bassi i valori per occupabilità, 72, 69 internazionalizzazione, 69 anche ai servizi.  Tiene la seconda posizione l’Università della Calabria (90,2), che vede aumentare di 4 e 3 punti rispettivamente gli indicatori relativi alle strutture per gli studenti e all’internazionalizzazione. Mantengono la terza e la quarta posizione le Università di Parma e di Pavia (rispettivamente, 89,7 e 88,0 punti). Al quinto posto si afferma l’Università di Modena e Reggio Emilia (87,3), che rimpiazza l’Università di Cagliari, scivolata in nona posizione (83,5), soprattutto a causa della perdita di 13 punti per borse di studio e altri interventi in favore degli studenti e di 5 punti nell’internazionalizzazione. Segue al sesto posto l’Università di Salerno, che guadagna otto posizioni grazie agli incrementi dei punteggi per borse di studio, strutture, servizi digitali. Penultima tra i grandi atenei è l’università di Roma Tre (79,0 punti). Chiudono la classifica, con il punteggio ex aequo di 75,5, le Università della Campania e di Chieti e Pescara.

Punteggio generale-2

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