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Il "Vittorio Emanuele" riparte con ottimismo, Scoglio: "Adesso siamo un teatro sano che vuole fare rete"

I primi di ottobre sarà presentata la nuova stagione. Confermati i direttori artistici Celi e Pappalardo. Regione e Comune pronti a contribuire per rilanciare l'ente. In progetto una partnership con il "Bellini" di Catania

E' un teatro "finalmente sano" quello che si appresta ad iniziare la nuova stagione di prosa e musica. Così lo ha definito il sovrintendente Gianfranco Scoglio, intervenuto questa mattina in una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Cda al completo insieme al sindaco Cateno De Luca e all'assessore regionale alla Cultura Manlio Messina.

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale della nuova stagione, in programma i primi di ottobre, c'è aria di ottimismo al "Vittorio Emanuele". 

"Bisogna decidere - ha precisato Scoglio - se continuare a galleggiare o riprendere il ruolo che compete a questo storico teatro. Partiamo dai numeri positivi dello scorso anno con la crescita degli abbonamenti ottenuta pur riducendo le spese di 700mila euro. E' il momento di porre un indirizzo da seguire, entrare in rete con le altre realtà siciliane, a partire da Catania,  e valorizzare i talenti. Il Vittorio Emanuele deve tornare ad essere un teatro di produzione".

Le difficoltà però non mancano, a partire dalla mancanza di un'orchestra, di un coro e dal personale precario. "Servono interventi strutturali - ha proseguito Scoglio - puntiamo alla riqualificazione del foyer ad esempio. Ma è necessario modificare lo statuto per garantire i costi della produzione e dare stabilità e certezze a chi lavora all'interno dell'ente. Chiudiamo il 2018 con un avanzo di 580mila euro, ripartiamo proprio da qui".

A proposito di fondi, il dialogo con la Regione sembrerebbe ormai recuperato, dopo anni di difficoltà e scontri politici.

La presenza dell'assessore Messina rafforza la collaborazione con Palermo e fa ben sperare per il futuro. Messina ha parlato di un percorso innovativo e di un'amministrazione responsabile e nuove risorse da dedicare alla cultura."Abbiamo stanziato 1 milione e 100mila euro - ha spiegato -  dal fondo unico regionale e stiamo lavorando ad un emendamento per inserire nel piano finanziario nuove risorse per l'attività teatrale 2020-2021. Dal governo nazionale attendiamo invece il via libera che consenta agli sponsor privati di investire in Sicilia con il 100% di credito d'imposta".

Pronto a collaborare anche Palazzo Zanca. Il sindaco De Luca ha chiarito di voler applicare al Vittorio Emanuele lo stesso modello gestionale messo in campo con le società partecipate. "Il Comune ha assicurato un contributo di 200mila euro e quest'anno ne abbiamo aggiunti altri cento. Non sono cifre importanti, ma non intendo spendere un euro a favore di un ente a cui non viene concesso di fare un lavoro ordinario. Troppo spesso il teatro è stato vittima di dinamiche politiche, io ho chiesto al nuovo Cda una nuova strategia che mi ha convinto. E' tutto in linea a una riorganizzazione strutturale che stiamo portando avanti per rimettere sui binari giusti il Comune".

A margine, il primo cittadino ha ribadito la necessità di uscire da TaoArte e investire tutto sul teatro messinese. 

Dei contenuti se ne occupa invece direttamente il presidente Orazio Miloro, insieme ai consiglieri Nino Principato e Giuseppe Ministeri. 

Miloro parte innanzitutto dalla riconferma dei due direttori artistici Simona Celi e Matteo Pappalardo. "Vogliamo essere la principale infrastruttura culturale dell'area dello Stretto - ha dichiarato Miloro - per poi puntare a ricavarci un posto anche a livello nazionale. Ma prima di tutto occorre trasformare il teatro in un ente di produzione che promuova la formazione di realtà artistiche locali. Sono contento di vedere allo stesso tavolo Regione e Comune, lo reputo un segnale importante. Noi assicuriamo una gestione trasparente che sappia dialogare con l'intera città e punti anche al turismo. E' un peccato vedere i crocieristi avvicinarsi al teatro e trovare chiuso. Il Vittorio Emanuele è un gioiello da riscoprire, a partire dal suo palco, secondo in Europa per grandezza".

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