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Radiologo con la passione per la musica, dall'ospedale di Taormina arriva “Torneremo” un inno alla speranza VIDEO

Ad accompagnare il brano scritto da Giovanni Montalbano, in arte Puntozero, un coinvolgente videoclip che ha raggiunto 1450 click su Youtube

 

Una canzone che parla di speranza e che arriva direttamente dalle corsie del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo di Taormina. Stiamo parlando di “Torneremo” il brano scritto da Giovanni Montalbano, nome d’arte Puntozero,  tecnico radiologo di professione e cantautore per passione.

Un pezzo che fino a questo momento ha già raggiunto 1450 visualizzazioni su Youtube, nato fra l’ospedale e la sua abitazione, che con una musicalità coinvolgente racconta la vita ai tempi del coronavirus. Ma come nasce questa idea? “Ogni canzone nasce da una forte ispirazione-racconta Montalbano- nonostante stiamo vivendo una situazione surreale, un momento in cui il mondo è paralizzato a causa di un virus, sono riuscito a trovare delle note che componessero una melodia positiva, a scriverci su un testo che mi auguro possa trasmettere speranza e solidarietà. Credo che ora come non mai, tutto il popolo italiano ha bisogno di sentirsi unito , appartenente ad un'unica famiglia”.

"Io lavoro all'ospedale “San Vincenzo” di Taormina come tecnico di radiologia, con tutti i miei colleghi siamo in prima linea- continua il radiologo- il mio pensiero è che l'unico modo ad oggi per venire fuori da questo tunnel, è restare  a casa ancora per un po’, dobbiamo resistere per vincere.In questi giorni sto capendo ancor di più che in questa vita nulla è mai scontato. Penso che quello che stia succedendo è una sorta di avvertimento per l'uomo che negli ultimi decenni ha voluto modificare quell'indispensabile equilibrio naturale. Il dopo coronavirus possa quindi essere un Puntozero per tutti noi, per il mondo intero. E torneremo felici".

Una passione per la musica questa coltivata sin da bambino: "Ho avuto la passione del canto sin da piccolo, ricordo benissimo che mi sentivo bene quando lo facevo e spesso mi ritrovavo a cantare insieme a mia madre. Lei aveva una grande passione per il canto e specialmente per le canzoni di Mia Martini. Il primo concerto che vidi dal vivo fu proprio quello di Mia, fu mia madre che quella sera mi portò con lei in quella grande piazza della città di Sciacca. Allora avevo 11 anni ma il suo graffio vocale, la sua grinta su quel palco, sono un ricordo indelebile nella mia mente come indelebile è rimasto sentire quelle sue corde vocali vibrare sotto la mia pelle. In quel preciso istante capii che il palco avrebbe fatto parte della mia vita. A circa 15 anni scrissi la mia prima canzone".

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