Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Principato: “Una via per Giacomo Rondinella, mitico cantante di Malafemmina”

La proposta del consigliere di amministrazione del teatro Vittorio Emanuele: “Un messinese che ha fatto la storia della musica e conteso dal cinema che meriterebbe di più dalla sua città”

Giacomo Rondinella

Il ricordo di un messinese ha fatto un pezzo della storia della musica italiana. Lo ha voluto “celebrare” con un lungo post del neo consigliere di amministrazione dell'Ente Teatro Vittorio Emanuele,  Nino Principato.

Si chiamava Giacomo Rondinella, è morto quattro anni fa a Roma,  ed è stato il primo ad incidere “Malafemmina”, la canzone di Totò nata nel 1951 e cantata dagli artisti di tutto il mondo. Ma la versione originale del cantante messinese, “bello, altro, atletico, fotogenico e disinvolto” tanto che il cinema si accorgerà presto di lui – spiega Nino Principato – rimane la più celebre.

Va chiarito che le radici di Gacomo Rondinella sono napoletane doc. A Messina è nato per caso il 30 agosto 1923 da genitori napoletani che nella città dello Stretto di trovavano in tournèe. “Per me è nato a Messina e in quanto tale messinese è - spiega Nino Principato - così come tutti quelli che in questo pezzo di terra nascono anche se hanno radici lontane o al contrario, decidono di andare via”.

Di certo è figlio d’arte. Ciccillo e Maria Sportelli erano infatti cantanti e attori specializzati in un repertorio di genere napoletano. Quasi inevitabile che il fratello Luciano diventasse a sua volta cantante e discografico così come la nipote Clelia attrice e le sue sorelle Francesca e Amelia cantanti anche loro. Eppure i genitori ci provano a non fargli seguire la loro stessa strada e lo iscrivono all’Istituto Nautico per conseguire il diploma di capitano di lungo corso. 

Allo scoppio del Secondo conflitto mondiale, si arruola in Marina nel Battaglione “San Marco” e dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si dedica al pugilato con scarsi risultati. Vince nel 1944 il concorso di “Voci Nuove” indetto da Radio Napoli e da questo momento ha inizio la sua splendida carriera di cantante melodico-sentimentale che lo porterà a diventare un’autentica star della canzone napoletana.

Debutta giovane anche nel mondo dello spettacolo lavorando con i più bravi artisti da Michele Galdieri a Garinei e Giovannini fino a quando anche il cinema se lo contende.

“Ma a consegnarlo alla storia dello spettacolo è il film “Carosello napoletano” – ricorda l’assessore Principato - del 1954, diretto da Ettore Giannini e portato dal palcoscenico al grande schermo. Con attori del calibro di Sophia Loren e Paolo Stoppa (il film vinse il “Prix International” al Festival di Cannes 1954), Giacomo Rondinella oltre a recitare interpreta quasi tutte le canzoni. La storia è quella di Salvatore Esposito (Paolo Stoppa), un cantastorie sfrattato che vagabonda per Napoli con la sua numerosa famiglia tirando un carretto che contiene tutte le sue cose”.

Per la sua bellezza e importanza, il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare. 

Insomma, un mito, un’icona della musica napoletana, “un messinese che – secondo Principato - ebbe il merito di scoprire da talent scout due grandi attrici italiane, Virna Lisi e Marisa Allasio, e che meriterebbe dalla sua città maggiore attenzione”.

«Quando lo scoprirà per intestargli una via? – si chiede non senza una nota polemica - Certo, più importanti sono le cosiddette “Madri della Costituente” volute dall'ex sindaco Accorinti”.

Il dibattito è aperto.

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