Yanez, la voce delle notti dance: "Folgorato dall'incontro con Pino Daniele"

Il vocalist sta per uscire con il quarto disco. L'esordio con Marco Baldini, l'estasi nel vedere il chitarrista napoletano, lo shock per le morti di Viviana Parisi ed Erick Morillo e il dolore dell'amico dj Daniele Mondello, il racconto delle discoteche anni 90: "I messinesi pionieri delle serate, oggi invece..."

Dino Fiannacca, in arte Yanez

In tv ha il volto di Philippe Leroy e sullo schermo erano gli inglesi a "ballare", tra discoteche e locali quando citi Yanez non azzardi accostamenti con la Malesia. Catturato da Sandokan quel personaggio immaginario divenne il braccio destro del combattente indipendentista, l'amico fidato al quale chiedere i consigli giusti nei momenti più delicati delle avventure di Emilio Salgari. La Mompracem di Dino invece è il palco e i consigli giusti li dà al pubblico della notte. Dino Fiannacca, 49 anni, ha fatto della passione di vocalist una professione quando il mestiere di guidare le serate suonava strano. Le ragazze degli anni Novanta oggi sono mamme, adesso sono anche le figlie che ascoltano la voce di questo messinese che per destino, visto il nome d'arte, nasce e cresce dalle parti dell'Istituto Nautico. "Il nome Yanez me lo diede un amico, Sergio Occhino, eravamo in casa del padre, nelle campagne di Sinagra, e in televisione stavano dando proprio Sandokan, io indossavo bandana, orecchino, ero un pirata, in quel momento nella fiction inquadrarono Philippe Leroy...e Sergio iniziò a chiamarmi Yanez, cominciò tutto così". Gli inizi da vocalist, anche se non si sognava mai che un giorno avrebbe presentato musica, al Tout Va: il locale di Taormina trasformato da Casinò in un giardino di discomusic e spettacoli. Yanez faceva parte dell'organizzazione Musica e Moda, accompagnava gli ospiti e si dava da fare in tutto quello che serviva alle serate per accontentare protagonisti e pubblico. Una notte del 1992 toccava a Marco Baldini esibirsi alla consolle. "Chi mi presenta?" - chiese lui. "Nessuno, risposi io". "Allora presenti tu" - disse. "Mi feci coraggio e via". Duemila persone in attesa, emozione a mille. L'esordio andò bene, Yanez inizia a "girovagare" tra Taormina e le Isole Eolie: Tout Va, Piro Piro, Taitù, Marabù, Flexus nel capoluogo ma non basterebbe un articolo per citarli tutti. Anni di notti insonni, estate e inverno, di un hobby che via via si fa interessante, redditizio e piacevole. "Nel '97 ero stanco di commerciale e cominciai le serate di musica house elettronica, le migliori in tutto il Sud, in quel periodo lavoravo in coppia anche con Daniele Mondello (torneremo dopo sulla brutta storia che ha colpito l'amico Dj, ndc), la mia consacrazione a piazza Duomo, nella mia città, con la giunta Accorinti, sedicimila presenze, numeri da record, una pagina di storia". Da sei anni, ogni estate, Yanez urla al White Beach di Lipari mentre Leo Lippolis lancia i brani. A fine mese uscirà il suo quarto disco insieme allo storico Dj e produttore musicale. "La musica è sua, il titolo scelto è Running, abbiamo fatto un buon lavoro, sono soddisfatto, è il primo che realizzo con Leo". 

"Eravamo i pionieri della serate"

"Non voglio essere il solito messinese criticone ma devo dire la verità, oggi nell'organizzazione delle serate Messina sta dietro alle altre città, non si è evoluta, non ci sono più i personaggi carismatici degli anni Ottanta e Novanta e non c'è stato un ricambio generazionale di queste figure fondamentali capaci di trascinare il resto, i messinesi sono stati i pionieri della notte, eravamo un movimento capace di indottrinare musicalmente la Sicilia e il Sud, ti faccio alcuni nomi: Saro Fichera al Tout Va di Taormina, Matteo Romagnolo a Le Cupole di Milazzo, parlo di Luigi Sabatini del White Beach di Lipari, Paolo Ruffo de La Pineta di Gioiosa, Gianfranco Bottino del Coconut di Capo d'Orlando, oggi sono Lipari e Capo d'Orlando gli unici due posti dove c'è ancora voglia e competenza a organizzare serate nel vero senso della parola, anche grazie a loro sono riuscito a essere vocalist a casa mia e non al Nord". 

L'incontro della vita: Pino Daniele

"Il ricordo più importante non è legato alla discoteca ma a un faccia a faccia che mi ha folgorato e segnato, avevo 14 anni, andavo in giro nelle spiagge di Taormina a consegnare le riduzioni per le serate al Tout Va, ai tempi facevo di tutto, mi chiamano per portare il vassoio del pranzo a Pino Daniele che si sarebbe dovuto esibire più tardi, era il mio idolo, mi tremavano le gambe; entro in camera e non si volta perché stava ammirando Isola Bella in silenzio. Vado via e poco dopo ecco un'altra richiesta: portare il secondo vassoio, stavolta Pino Daniele apre la porta, mi guarda negli occhi e resto "fulminato", ero e sono un suo fan, a quell'età poi... Mi sento ancora con il suo entourage e con alcuni dei suoi musicisti come James Senese, speriamo di portarli a Capodanno a Messina". 


Il dolore di Daniele Mondello, la morte di Erick Morillo

Non sono state gioiose le ultime settimane per Yanez. Ad agosto la morte di Viviana Parisi e del figlio Gioele nelle campagne di Caronia. Yanez ha lavorato per anni con lei e il marito Daniele Mondello. "Sono davvero distrutto, io c'ero la sera di venerdì 7 luglio 2002 quando a Palermo eravamo impegnati tutti e tre, Viviana fece una serata fortissima, si erano conosciuti a Torino, si erano innamorati grazie allo stesso amore per la musica, ricordo quando Daniele mi parlò della nascita della loro relazione...". Erick Morillo, il dj di fama internazionale, è stato invece ritrovato cadavere nella sua casa di Miami Beach. "Era il più grande di tutti, il preferito di me e Leo, ho presentato Erick nel 2004 a Sigonella, lui era il passato, il presente e il futuro, ho pianto leggendo la notizia della sua morte, aveva un'umiltà incredibile  sapendo bene chi fosse nel panorama musicale". 

Il futuro 

"Intanto c'è il presente che è il disco insieme a Leo, un'altra tappa importante della mia carriera dove sono i fatti a parlare, io sono nato per regalare gioia, sono nato e morirò vocalist tra i locali se il Covid che per me è un'assurda guerra batteriologica non ci ammazzerà prima, un appello alla politica: lo Stato italiano aiuti i gestori dei locali come fatto dagli altri Paesi europei". 
 

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