Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Zone a protezione speciale, “troppi divieti per Messina”

Incontro con l'ordine degli architetti, sindacalisti e Cittadinanzattiva che contestano restrizioni penalizzanti per la città. Presto un documento da cui far ripartire il confronto con le istituzioni

Accelerare il percorso per una revisione delle Zps. E' stato questo l'obiettivo approfondito e dichiarato al Tavolo Tecnico nella Sala Giunta della Camera di Commercio  promosso dall’Ordine degli Architetti di Messina che si sono già riuniti sul tema a metà ottobre  su impulso dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e CittadinanzAttiva.

Alla riunione erano presenti anche Ivan Tripodo, segretario generale della Uil e il suo omologo della Cgil, Giovanni Mastroieni. Per CittadinazAttiva erano presenti  Saverio Tignino e Giovanni Frazzica, l’ingegnere Vincenzo Colavecchio rappresentava Legambiente dei Peloritani, Giovanni Sarra in rappresentanza degli Agrotecnici, Nancy Spanò delegata del rettore dell’Università, Ivo Blandina, presidente deli Industriali, e per gli architetti, Davide Mangiapane, Confapi, oltre a Pino Falzea che coordinava i lavori, Anna Carulli, presidente nazionale del Gruppo di Bioarchitettura.

Oltre a loro, altri esponenti del mondo delle Associazioni presenti che, per ragioni di tempo non sono intervenuti nella discussione pur condividendo l’iniziativa. In pratica si lamenta che per la sua particolare ubicazione la Città di Messina è particolarmente penalizzata dalla ZPS o per meglio dire dalla applicazione che si è data a questo strumento sulla base di certe interpretazioni contenute in delle circolari che riguarderebbero esclusivamente Messina. La necessità di una revisione è stata pianificata anche dall'attuale amministrazione comunale.

Quello che si è deciso è ora la revoca delle restrizioni disposte dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente - imposte esclusivamente al comune di Messina - per permessi di costruire anche con insediamento di nuova volumetria nelle aree ricadenti in ambito urbano, nonché i progetti di fabbricati rurali e altri manufatti necessari ai proprietari per la conduzione dei fondi agricoli.

Reggio Calabria ed altri comuni, pur compresi nell’area interessata dai flussi degli uccelli migratori, non sarebbero gravati dagli stessi vincoli che - secondo gli intervenuti al confronto - rallentano lo sviluppo e danneggiano l’economia del territorio. Da qui la necessità di istituire un tavolo tecnico ristretto che abbia il compito della stesura di un documento su cui fare ripartire il confronto con le Istituzioni.

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