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Tanti auguri alla Sicilia, a chi se ne va e a chi resta in lotta contro le cattive abitudini

A chi fare gli auguri di Natale? A tutti. A partire dai più giovani: quelli che non sono riusciti a fare il biglietto perché un volo per tornare non costa meno di 400 euro. Ma anche ai loro genitori, che ostinatamente sono rimasti a Messina e ora li aspettano sperando che abbiano la forza almeno loro di mettere radici altrove.
Uomini e donne che con dignità tirano la carretta e sanno meglio di mille ingegneri che questa Repubblica fondata sul lavoro ha bisogno di investimenti veri per migliorare le infrastrutture interne, non i dinosauri nel deserto come il cantiere Ponte sbandierato dal ministro Salvini. Le statistiche nazionali ci dicono che la disoccupazione non accenna ad arrestarsi. A Messina tocca il 40 per cento, 4 giovani su sei si calcola che né studiano né lavorano. Negli ultimi dieci anni, almeno 35mila persone fra i 18 e i 39 anni sono partite per non tornare più. 

Ma anche con la corruzione non siamo messi male. C’è l’Anac che mette in guardia ma nessuno l’ascolta né quando parla di Ponte sullo Stretto né quando punta gli occhi sugli appalti all’Università di Messina. Dopo due anni dai rilievi per i soldi spesi senza gare all’Ateneo non sappiamo ancora se, chi e quanti indagati ci sono, perché l’obbligatorietà dell’azione penale è soggettiva e passa anche da una serie di congiunture che sfuggono ai comuni mortali. D’altra parte la Procura della Repubblica può fare una cosa alla volta e se è vero, come documenta la classifica del Sole 24Ore, che siamo sul podio delle città italiane per litigiosità, non sono poche le cose di cui si deve occupare. A proposito, auguri anche a Rosa Raffa, procuratore aggiunto che si contende la nomina a procuratore capo a Messina con Antonio D’Amato. Se dovesse mettere d’accordo il Csm sul suo nome sarebbe la quarta donna ai vertici delle istituzioni messinesi.

Auguri a Renato Schifani. Dopo poco più di un anno di governo alla Regione Sicilia sembrava aver avuto un rigurgito di orgoglio: ha detto di non aver mai concordato di stornare 1,3 miliardi di euro dai fondi Ue da destinare al Ponte sullo Stretto ma poi ha deciso di farlo questo regalo a Salvini. Lui, il suo, ce l’ha già avuto: la prescrizione all’orizzonte nell'ambito del dibattimento fiume sul "Sistema Montante". E' trascorso troppo tempo da quando, nel 2015, Schifani avrebbe commesso i reati di concorso esterno in associazione a delinquere e rivelazione di notizie riservate. Potrebbe decidere di essere assolto nel merito, vista la gravità delle accuse, e fare andare avanti il processo per lui, in un'ottica di trasparenza. Invece si sta prendendo la questione perché secondo i suoi legali la prescrizione è già arrivata e i giudici sbagliano a spostarla più in là.

Auguri al sindaco Federico Basile e alla sua amministrazione. Con lui la città sta cambiando anche se non se n’è accorto ancora nessuno perché è impari la lotta contro le cattive abitudini ed è troppo presto per metabolizzare piste ciclabili e cordoli. Magari ne riparliamo fra qualche Natale, se per l’ennesima volta non ci avranno venduto solo illusioni. In fondo siamo nella terra della Fata Morgana, dove l’inganno è sempre all’orizzonte, così come la speranza di vedere inghiottiti gli oppressori. Buon Natale.

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