Giovedì, 23 Settembre 2021
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Coronavirus: "Ciao Tania, non sei stata un eroe ma un medico vittima di un sistema che non ci tutela"

Tra i tanti ricordi sulla dottoressa di Santa Teresa Riva che ha perso la vita all'ospedale di Trento contagiata dal Covid il messaggio del dirigente sanitario del Policlinico Goffredo Gravina. Camice bianco a fianco della collega alla Guardia Medica di Filicudi

Tra i tanti ricordi che messinatoday sta ricevendo sulla dottoressa Tanya Trimarchi, la 57enne di Santa Teresa Riva, deceduta in terapia intensiva all'ospedale "Santa Chiara" di Trento perché contagiata da coronavirus nell'espletamento del servizio pubblichiamo il messaggio che il dirigente medico del Policlinico, Goffredo Gravina,  le ha scritto. Insieme hanno condiviso il periodo di lavoro alla Guardia medica di Filicudi. 

"Il 31 marzo Tania Trimarchi, medico di medicina generale in Trentino è caduta nell'adempimento del proprio lavoro, come tanti altri medici e altri servitori dello Stato, un'altra morte bianca di questo nostro Paese. Tania esercitava la professione medica con abnegazione e spirito di vicinanza a chi soffre, anche durante questa battaglia ad armi impari contro il virus Covid-19 di cui ancora si sa poco. Tania era una professionista che come tanti altri ha lasciato la sua terra, la Sicilia, per esercitare la professione medica in un territorio distante in questo paese che solo davanti al pericolo di questa epidemia tutti adesso riconoscono essere Italia unita. Non è il momento delle polemiche, della ricerca delle responsabilità, perché queste non riporterebbero alla luce la seria professionista che era Tania. Da operatore anche lei ha fatto i conti con i problemi aperti della nostra sanità: i tagli sconsiderati al Servizio Sanitario Nazionale con la notevole riduzione di posti letto, di risorse economiche e tecnologiche, il blocco delle assunzioni, la mancanza di DPI sul territorio nazionale, e per ultimo il non aver ascoltato l'allarme che proveniva dalla Cina, facendo trovare la sanità nazionale strutturalmente impreparata e disarmata.

Chi parla ha avuto modo di conoscere questa splendida figura di medico impegnato sul territorio quando ha iniziato la propria attività professionale. Di lei posso dire che era un medico preparato, coscienzioso e responsabile, dedito al suo lavoro, e anche quando i pazienti erano affidati ad altri colleghi lei era  presente nel seguirli. Il suo tempo non era scandito dalle lancette dell'orologio ma dalla comparsa del sorriso del paziente che aveva curato. Sul lavoro metteva a proprio agio. Sempre sorridente e disponibile, competente e tenace. Una sicurezza. Con il suo operato onorava il camice di medico che indossava con dignità, competenza, intelligenza, umiltà e umanità.
Non è un eroe, svolgeva solo il suo lavoro come gli altri medici caduti durante questa drammatica epidemia. L'ennesimo Medico immolato all'altare sacrificale di un sistema che tutela chiunque, tranne il medico, condannato a contrastare l'urto della pandemia, un temerario con spirito di sacrificio, in prima linea  come sempre, oggi osannato come eroe e ieri vittima di aggressioni verbali e fisiche e condannato all'angosciosa gogna delle facili denunce, ma orgogliosamente consacrato all'umiltà e al sacrificio della missione ippocratica. 

Tania Trimarchi era così, coraggiosa dinnanzi alle difficoltà del lavoro e della vita, orgogliosa del suo essere medico e siciliana, sorridente e disponibile con i colleghi, premurosa e attenta con i malati.
Ciao Tania". 

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