Affitto negato a una meridionale, Domenico Barrilà: “Una deriva razzista che può finire molto male”

Lo scrittore e saggista messinese da mezzo secolo in Lombardia commenta l'episodio che sta facendo discutere dopo un post sul web e mette in guardia sulla “fascistizzazione” della Lega. Anche al Sud

Niente case ai meridionali, ma anche le spaventose le parole che si ascoltano nell’audio pubblicato da tutti i giornali, all’indirizzo di una ragazza che si è sentita negare l’affitto perché del Sud.   "Per me sono tutti uguali: meridionali, negri e rom" dice la signora in un messaggio vocale, condiviso su Faceboook da Deborah Prencipe che si è sentita rifiutare con questa motivazione un appartamento in un paesino della provincia di Milano, dove si sarebbe voluta trasferire. 

Domenico Barrilà, scrittore-saggista, psicoterapeuta messinese da sempre attentissimo all'influenza dei fenomeni sociali sulla psiche, vive da mezzo secolo in Lombardia e ormai da anni mette in guardia da una deriva razzista anche nella sua attività di conferenziere: “Il fatto è accaduto a Malvaglio – spiega Domenico Barrilà - una frazione di Robecchetto con Induno, in provincia di Milano, una specie di neo sulla luna, un chicco di riso nell’oceano”.

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D. Non mi sembra preoccupato, stavolta.

R. “Siamo di fronte ad una persona che restituisce, con estrema ignoranza e cattiveria, quello che l’incultura leghista è riuscita a mobilitare nella gente comune. Quella donna è una poveraccia, uno dei tanti pesci piccoli caduti nella rete tesa con abilità dalla Lega, già alle origini. Non provo risentimento per lei, è una vittima”.

D.  Cosa prova da meridionale di fronte a queste sfacciate manifestazioni di razzismo.

R. “Nessuna meraviglia, la pancia della Lega è profondamente infiltrata di antimeridionalismo e di razzismo”.

D. Dunque, il razzismo non è un fatto episodico per la Lega?

R. “Era già impiantato nel Dna della creatura di Umberto Bossi e di gente come lui, incapace di leggere nei fallimenti della propria vita e cerca l’ebreo di turno con cui prendersela. Io ero già qui, me lo ricordo bene. Umberto Bossi e Matteo Salvini sono due persone mediocri, irrisolte, sia sul piano scolastico sia su quello esistenziale, incapaci che, privi di genio e di soluzioni, mirano agli istinti seducendo le retroguardie dell’elettorato, ma bisogna stare attenti, potrebbe finire molto male”.

D. Tanti hanno preso le distanze da questo nuovo episodio, si sentirebbe di dire che la Lega è tutta come Matteo Salvini?

R. “Sarebbe ingiusto affermarlo, ma sarebbe ancora più ingiusto negare che la Lega è afflitta da problemi seri e di varia natura, l’attuale segretario rischia di fascistizzarla definitivamente”.

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D. Eppure, Matteo Salvini è molto popolare anche al Sud.

R. “Se le dico quello che penso davvero dei meridionali che lo votano rischio il linciaggio, siamo di fronte a uno di quei casi in cui viene da imprecare contro il suffragio universale. Mi chiedo come si fa a votare uno che ti disprezza. I meridionali che votano Salvini sono come quelle donne che adorano i loro carnefici”.

D. Immagino che l’ex ministro degli interni prenderà le distanze da quella donna che nella registrazione afferma, con grande enfasi, di essere fieramente razzista e salviniana.

R. “Se lo facesse sarebbe solo per calcolo politico, perché lui sui meridionali la pensa esattamente come lei. Il segretario leghista sa bene che se non prende voti al Sud, non conquisterà mai il Paese”.

D. Secondo lei quanto è profondo il razzismo in Lombardia, in Matteo Salvini?

R. “Lui è razzista, da sempre. I suoi professori del liceo sono stati testimoni di affermazioni pesantissime e reiterate sui meridionali. Da bava alla bocca, letteralmente. Non è un caso. Quindi, immagina quale possa essere il tasso di intelligenza o di responsabilità di un meridionale che vota questo soggetto, così sprezzante verso la gente del Sud, ma anche molto pericoloso, viste le idee che professa. Da psicoanalista le chiedo se può mai diventare così una persona che si è veramente sentita amata, che conosce davvero le tenerezze di una madre e l’amore di un padre”.  

D. Da cosa nasce allora la sua fortuna politica?

R. “Si tratta di una persona cinica, cattiva, ignorante e vuota, ma anche molto furba, che inventa nemici e poi si propone come l’eroe che ti difende da loro. Uno che appicca incendi e poi si presenta vestito da pompiere. Questo approccio è efficacissimo perché tocca corde molto sensibili negli animi più sprovveduti ed egoisti, ma soprattutto rovista nei bisogni reali delle persone comuni, spesso inascoltate dalla politica, di cui Matteo Salvini è parte integrante, perché ci campa da una vita, da signore”.

D. Ma se questo governo fallisce lui si prenderà tutto il banco.

R. “Allora si potrebbe aprire una stagione di violenza, perché non tutti saranno disposti a tollerare un ritorno al fascismo, di cui il populismo è solo uno dei nomi che prende nella storia”. 

D. Cosa possono fare i meridionali?

R.“Rinsavire, impegnarci direttamente in politica con spirito di servizio, sottraendola a chi finora si è preoccupato solo di saccheggiare le nostre vite. Affidarsi a Matteo Salvini è un terribile gesto autolesionistico. Noi non siamo come lui, non lo saremo mai”.

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