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Coronavirus, oggi in Sicilia niente dati: ma che credibilità avranno in futuro?

Anche questo pomeriggio avremmo voluto dare conto dell'andamento dei contagi Covid in Sicilia, ma sul portale non ci sono aggiornamenti sull'Isola. Resta l'amarezza di aver scoperto che qualcuno ha pensato di manovrare i numeri prendendo in giro cittadini e giornalisti

Se la vicenda non fosse tremendemente seria, si potrebbe dire: abbiamo scherzato. Ma con oltre 4.500 morti c'è veramente poco da ridere. Anzi nulla. Oggi i siciliani, compresi noi giornalisti, hanno scoperto che i numeri della pandemia venivano comunicati a piacimento. "Aggiungi duemila tamponi", "I morti sono troppi, spalmiamoli", "Carichiamo meno contagi che altrimenti Palermo diventa zona rossa". Un po' come quando si gioca a Monopoli e il giocatore che ha il compito di tenere la banca gestisce il denaro a suo piacimento. Solo che questo non è un gioco, ma un'ermergenza sanitaria mondiale. E oggi sul portale del ministero oggi non sono presenti i numeri dell'Isola: "La Sicilia - si legge in una stringata nota - ha comunicato al ministero della sanità di non essere in grado oggi di fornire cifre per bollettino nazionale".

Ferma restando la presunzione d'innocenza di tutti gli indagati, le intercettazioni sono inequivocabili. Per mesi (difficile a questo punto dire per quanti) abbiamo riportato dei numeri che la dirigente del dipartimento Maria Letizia Di Liberti forniva secondo un suo personalissimo calcolo, tanto che gli inquirenti parlano di un "contenimento matematico della pandemia". Con l'avallo dell'assessore alla Salute Ruggero Razza. Pare, almeno così scrive il gip e quindi non c'è motivo di non crederci, che il presidente della Regione fosse all'oscuro di tutto. Però il governatore ha, quantomeno, una responsabilità oggettiva. Visto che Razza è un suo uomo. E anzi da molti è stato definito come suo erede politico. Non essersi accorto di nulla, Presidente, è molto grave.

Ma a questo punto la vera domanda è: i siciliani come potranno da oggi in poi fidarsi dei numeri che da oltre un anno noi giornalisti gli abbiamo puntualmente fornito? Al momento la credibilità del sistema è a zero. In questo anno i cronisti hanno spesso scoperchiato qualche (piccolo) vaso. Come nel caso del numero di positivi a giugno e delle ordinanze emanate per ottenere consenso (leggi) o dell'audio inviato in un gruppo Whatsapp del super burocrate Mario La Rocca: "Caricate i posti o la Sicilia diventa zona rossa", ordinava ai primari (leggi).

Oggi siamo rimasti spiazzati, e delusi, anche noi. Sin dall'inizio è stata creata una sorta di cortina di ferro tra l'Unità di crisi e la stampa. Si parlava solo attraverso comunicati. Guai a fare domande. Ma la deontologia ci impone di continuare a fare il nostro lavoro. E riportare i dati che fonti qualificate, come lo è il ministero della Salute, forniscono. Ma sempre analizzandoli con occhio critico e non smettendo mai di fare domande. Per questo anche eravamo pronti a darvi conto dei numeri della pandemia. Con le perplessità del lettore che sono anche le nostre. Ma la Regione fa sapere che "integrerà nella giornata di domani i dati non comunicati oggi per motivi organizzativi".

Il direttore responsabile Andrea Perniciaro

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