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Martedì, 24 Maggio 2022

Amministrative, ultimatum di Sicilia Futura: presto il candidato o il prossimo tavolo si farà con Navarra

L’avvicinamento di Picciolo al centrosinistra, più volte ventilato nelle scorse settimane, è (quasi) realtà. Ma i ritardi rischiano di essere incolmabili

E’ ancora tempo di inconcludenti meline nel centrosinistra e nel centrodestra messinese. A poche settimane dalle elezioni amministrative non c’è ancora non solo un cavallo ma neanche un pony su cui puntare a primavera. Qualcuno vorrebbe anche fare credere che dietro questo indugiare ci sia una sottile strategia, ma deve essere sottile come la carta velina tanto che nessuno riesce a vederla.

Eppure, dal momento che le due coalizioni hanno passato gli ultimi tre anni ad attaccare "la sciagurata gestione della città", avrebbero potuto mostrare un certo apprezzamento di fronte le dimissioni del sindaco, quantomeno per avergli messo nelle mani un’occasione per invertire la tendenza che sta contaminando tutta la Regione.
 Invece niente, si continua a perdere tempo continuando ad attaccarlo e continuando ora ad attaccarsi fra di loro.

Il risultato? Che è saltato il tavolo del centrodestra. Sicilia Futura ha già fatto sapere che la pazienza non durerà a lungo e se passa il gioco della Lega, che alla Regione ha deciso di abbandonare Nello Musumeci al suo destino, la prossima riunione la faranno nel tavolo del centrosinistra con Navarra. A seguire Peppe Picciolo – che vede in Maurizio Croce il candidato giusto ma non storcerebbe il naso al possibile candidato del centrosinistra Franco De Domenico - anche una frangia della Lega e di Forza Italia.

L’avvicinamento di Picciolo a Navarra, più volte ventilato nelle scorse settimane, è dunque (quasi) realtà. I due si erano già confrontati sull’esigenza di fare fronte comune contro De Luca.  Ora la preoccupazione è il tempo che passa. Con questi ritmi, l’atteso antagonista di Basile al Comune di Messina potrebbe vincere solo in caso di suicidio collettivo della squadra che De Luca ha già messo in piedi. 

Sono state bruciate settimane preziose. Le elezioni si vincono cominciando a lavorare con anni di anticipo, contandosi e stabilendo obiettivi comuni, individuando presto un candidato che deve poi avere il tempo per entrare nell’immaginario collettivo. Invece, non troppo lontani del termine ultimo per depositare le liste, non sappiamo ancora chi sfiderà il candidato Basile e quando lo sapremo egli non avrà più nemmeno il vantaggio del fattore tempo. Il feeling non si inventa in poche  settimane.

C’è una sola spiegazione a tutto questo: il rispetto che hanno verso gli elettori che evidentemente non hanno fatto negli anni neanche granché per meritarselo. Basta guardare come si è votato nell’ultimo mezzo secolo e con quali risultati. Contano su un elettorato pronto, alla prima occasione, a riconsegnarsi in mano al nemico, così come hanno fatto in passato, da Buzzanca a Genovese. E la cosiddetta società civile? Non è neanche contemplata. Perché in questa città, quando non appartengono alla schiera dei pacifisti, passano il tempo a lucidare armi che non spareranno mai.

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