Giovedì, 18 Luglio 2024

Incompatibilità o ineleggibilità? L'imbarazzante caso Croce tra errori ed egoismi

La storia di Messina è costellata da azzardi politici che hanno messo a gambe all’aria gli interessi della collettività con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.  Qualcuno ricorderà ancora la vicenda dell’ex sindaco Peppino Buzzanca che non si rassegnava alla sospensione lasciando per mesi la città in bilico tra ricorsi e controricorsi. Torna alla mente in questi giorni in cui il consiglio comunale è chiamato a confrontarsi con il caso Maurizio Croce destinato a rimanere, si fa per dire, almeno un altro mese in consiglio. Non lui certo, il suo fantasma, perché del candidato a sindaco del centrodestra (guardacaso stessa coalizione di Buzzanca) non c’è traccia a Palazzo Zanca se non nel suo ruolo di elemosiniere dei gettoni di presenza grazie alle deleghe agli “amici” per rappresentarlo nelle commissioni.

Ma non è questo quello che fa ingrossare il fegato. Sono invece quei personaggi che con la faccia tosta rigirano la frittata e spediscono al mittente l’accusa di agire per i propri interessi mettendo da parte il bene della città. Che certo non si può confondere con l’imbarazzante “caso Croce”. Ed hanno ragione. Sarebbe ingenuo. Perché il dramma civile che vive Messina è cosa ben più grave del caso di un consigliere comunale fantasma che rappresenta solo un episodio, neanche tanto significativo, del sacco morale e materiale che questa città subisce. 

VIDEO | Consiglio comunale, Croce resta al suo posto per adesso: il centrodestra fa valere i numeri

Croce, non certo lui ma ciò che rappresenta, è solo l’anello finale di una catena di errori ed egoismi che catapulta nella stanza dei bottoni questi individui di “statura” che ricambiano il corpo elettorale con il silenzio e l’assoluta immobilità.

Ora che succederà? Nulla. Quello che è normale che succeda quando si produce un mostriciattolo. Il consiglio comunale che doveva esprimersi sulla sua decadenza ha rinviato al prossimo mese. Nel frattempo aspetterà il parere dell’avvocatura dello Stato sulla ineleggibilità o incompatibilità rispetto all’incarico di commissario di governo per il dissesto idrogeologico. Parere che Croce dice di avere già ma che tiene per sé.  E di cui fondamentalmente importa poco perché la certezza del rispetto delle procedure di legge è sicuramente un valore da difendere ma lo è anche il rispetto delle responsabilità che ci si assume, la capacità “di farsi carico”. E su questo il giudizio è già chiaro.

Incompatibilità o ineleggibilità? L'imbarazzante caso Croce tra errori ed egoismi
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