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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Potatura delle palme, Giaimi: "Farlo ora significa metterli sotto attacco del punteruolo"

Secondo l'esperto effettuare questo intervento nei mesi caldi significa invitare a un lauto banchetto i famigerati insetti rossi, che hanno già sconvolto il panorama di tante città italiane provocando la morte di migliaia di piante

Dagli organi di informazione locali vengo a sapere che MessinaServizi Bene Comune, cui è delegata la gestione del verde pubblico cittadino, ha in programma di procedere alla potatura delle palme che costituiscono il caratteristico doppio filare ai lati della corsia tramviaria del viale San Martino.

Ancora una volta sono costretto a sorprendermi per l’intempestività dell’intervento programmato, come già avvenuto a proposito delle potature dei tigli di via Garibaldi poste in atto nel mese di aprile, esattamente il periodo espressamente sconsigliato da tutti i manuali di arboricoltura. Nel caso delle palme, potare nei mesi caldi significa invitare a un lauto banchetto i famigerati punteruoli rossi, che hanno sconvolto il panorama di tante città italiane provocando la morte di migliaia di palme.

Nella sola Sicilia ne sono state stimate più di 30.000. E Messina non è sfuggita a tale sorte. Basti riguardare le foto di piazza Municipio risalenti ai primi anni del millennio per accorgersi che, rispetto a oggi, mancano dei particolari: sono sparite tutte le palme. Come sono sparite da altri viali, giardini pubblici e privati, ville. Lo stesso doppio filare di viale San Martino ha pagato il suo pesantissimo tributo in termini di palme distrutte dal temibile insetto, e oggi si presenta con numerose fallanze. Cospicui sono stati gli studi tesi a contrastare il triste fenomeno. Tra i primi risultati ottenuti figura il fatto che il punteruolo viene attratto da sostanze volatili che sprigionano dalle ferite provocate dai tagli di potatura. Per questo motivo, già nel 2011 la Regione Siciliana ha reso operativo il “Piano di azione regionale di attuazione delle misure fitosanitarie ufficiali contro il punteruolo rosso” in cui, all’art. 4, si raccomanda di "evitare i tagli delle foglie verdi durante il periodo primaverile-estivo… in quanto la superficie di taglio è attrattiva nei confronti dell’insetto".

Se qualcuno fosse portato a pensare che la raccomandazione possa essere stata superata da altre più recenti, cito la pubblicazione "Standard Europeo di potatura degli alberi", pubblicata nel 2021 a opera delle Associazioni di Arboricoltura nazionali di tutta Europa; esso al par. 6.3.4 così recita: "la potatura delle palme nelle zone interessate da parassiti di quarantena (in particolare Rhychophorus ferrugineus (il nome scientifico del punteruolo rosso, n.d.r.) e Paysandisia archon) deve avvenire al di fuori del periodo di volo degli adulti, idealmente da dicembre a febbraio, procedendo immediatamente alla distribuzione del trattamento fitosanitario approvato".

È possibile che l’Ente gestore del verde pubblico ignori sistematicamente disposizioni, normative, manuali tecnici operativi, nozioni ormai universalmente note agli addetti ai lavori? Altro scomodo argomento che sono costretto a portare all’attenzione della pubblica opinione riguarda l’abbattimento di numerosi pini lungo la circonvallazione, in particolar modo il tratto di viale Regina Elena e viale Regina Margherita. Alla spicciolata, uno alla volta sono caduti al taglio numerosi alberi. Perché? Questi alberi furono oggetto di una perizia di stabilità che, nel 2016, non mise in luce criticità tali da ritenerli pericolosi, tanto che furono conservati. Qual è stato il fattore scatenante di gravità tale da determinarne l’abbattimento? Ci sono perizie tecniche a riguardo? Se ne può prendere visione? Ci saranno altri abbattimenti? Purtroppo non è la prima volta che mi trovo a prendere la penna in mano (metaforicamente) per evidenziare errate pratiche nella gestione del verde pubblico. Allora mi chiedo: È possibile che MessinaServizi Bene Comune possa permettersi di agire in maniera indisturbata, sorda alle numerose critiche che le vengono mosse da più parti, senza per questo ritenere la cittadinanza degna di avere dei chiarimenti? Si spera, con questa mia lettera di denuncia, che qualcosa possa cambiare, che l’organo Amministrativo accenda i fari sulle modalità operative di MessinaServizi verso il verde pubblico, anche se, mi rendo conto, la scadenza elettorale inevitabilmente distrae gli interessi di classe politica e della stessa cittadinanza.

*Agronomo e paesaggista

Potatura delle palme, Giaimi: "Farlo ora significa metterli sotto attacco del punteruolo"

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