Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Rifiuti, paradosso siciliano. Blandina: “Bocciature senza piano b mentre cittadini e imprese vengono spremuti con le tasse”

Il presidente di Sicindustria Messina apre il dibattito sul no al piano di riconversione industriale ed energetica che lascia la Sicilia al palo. Con questi rischi

Blandina-2È incredibile, surreale, mentre i comuni aspettano che arrivi una risposta organica e strutturata (dopo aver avviato finalmente la raccolta differenziata in modo diffuso e con incrementi significativi), spremono cittadini e imprese con aumenti delle tasse dovuti in gran parte al proporzionale incremento dei costi di trasporto e smaltimento.

Il paradosso tutto siciliano che in assenza di impianti si respingono le richieste di autorizzazione per realizzare ciò che serve. La questione A2a è l’esempio di ciò che non dovrebbe accadere!

Il piano di riconversione riconosciuto da tutti, ambientalisti in testa, come una risposta corretta e in linea con gli obiettivi di riconversione industriale ed energetica, è stato bocciato!

Da chi e perché? Da un apparato burocratico senza alcun controllo che decide in totale autonomia su cosa fare non fare in Sicilia, e da una politica che non smette di dare risposte demagogiche e insensate e che non è in grado di avviare e completare processi di innovazione e cambiamento.

Continueremo per anni a smaltire a costi altissimi (economici, sociali e ambientali) trasportando quello che qui è solamente munnizza in altre zone del paese e d’Europa dove viene trasformata in ricchezza. Per non parlare dell’eredità pesantissima che lasceremo ai nostri figli continuando ad ammucchiare rifiuti nelle discariche.

Un impianto, quello di San Filippo del Mela, che può ancora svolgere la sua funzione industriale e produttiva, creando valore e occupazione; la riconversione è l’unica risposta efficace alla esigenza di energia pulita e di smaltimento sostenibile dei rifiuti prodotti dalla nostra comunità.

Dovremmo tutti alzare la voce, dismettere gli abiti della rassegnazione e del fatalismo e fare una battaglia di civiltà e di progresso.  È arrivato il momento di dire basta e pretendere la rimozione forzata di ogni blocco burocratico e ideologico. Perdiamo tempo alla ricerca di mediazioni impossibili tra interessi di tutela trasversali e diffusi e una prospettiva di mantenimento di arretratezza e degrado. 

Per non parlare di come questo stato di cose alimenti economia illegale, danno alla salute e disastri ambientali. Chiediamo al governo regionale di nominare un commissario con poteri speciali per affrontare e risolvere il blocco delle autorizzazioni per impianti indispensabili per il ciclo dei rifiuti, chiediamo di esprimere nei fatti la volontà politica già espressa nei provvedimenti adottati.

E per completare il quadro ricordiamo le parole del management dell’azienda (primo player italiano, ad azionariato totalmente pubblico): “non esiste un piano B!”

Nel caso di diniego del progetto di riconversione presentato la prospettiva è quella della dismissione e, come si è visto in siti produttivi in giro per il Paese, l’avvio di un processo di desertificazione produttiva e occupazionale.

Il tempo è un fattore determinante. Bisogna intervenire subito.

* vicepresidente regionale vicario di Sicindustria Sicilia, presidente Sicindustra Messina

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