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Rifiuti davanti alla scuola di Villa Lina, Messina Servizi bonifica ma quanto durerà dipende da noi

Dietro ordinari episodi di disservizi - che giustamente si denunciano - si annidano spiegazioni di comportamenti sociali più seri e gravi che affliggono la nostra convivenza, rendendo assai problematico progettare una svolta e un miglioramento della qualità della vita in città. Ecco perché

Vediamo quanto dura? La domanda – come diceva il maestro del giornalismo Antonio Lubrano – nasce spontanea di fronte all’immagine dell’ingresso della scuola di Villa Lina ripulita stamani dalla discarica improvvisata che si era accumulata negli ultimi giorni, con tanto di gatto morto compreso.

Ce la mandano da MessinaServizi, che oggi – dopo l’articolo scritto nei giorni scorsi sui rifiuti che “accompagnano” l’ingresso dei bambini a scuola -  ha provveduto a bonificare tutto. Non è la prima volta che accade. Oggi tra le mamme il malumore si respirava insieme alla puzza della spazzatura che ha impedito anche di aprire in classe le finestre negli ultimi giorni.

Ora è pulito, ma resta la domanda: quando durerà? Perché in questi ordinari episodi di disservizi - che giustamente si denunciano - si annidano però le spiegazioni di comportamenti sociali più seri e gravi che affliggono la nostra convivenza, rendendo assai problematico progettare una svolta e un miglioramento della qualità della vita in città.

La spazzatura di fronte alla scuola non si è materializzata per caso. Qualcuno l’ha buttata nel disprezzo totale delle regole e delle persone. Tanto c'è chi se se ne dovrà occupare, è la convinzione. E se a sporcare non sono state le famiglie dei bimbi che quell’istituto frequentano di certo sono stati loro parenti, più o meno lontani, o vicini di casa o conoscenti che non si fanno scrupolo di insozzare i posti che i “figli” della loro stessa comunità frequentano.

Il problema è culturale. Un caro amico psicoterapeuta che studia i fenomeni sociali e ha un occhio privilegiato per Messina dice che qui più che da altre parti c’è la radicata convinzione che la legalità sia un fenomeno eteroindotto, cioè che rappresenti una serie di obblighi sociali imposti dall’esterno, magari contro la nostra volontà, e che l’onere di fare rispettare le regole connesse riguardi l’autorità che tali regole ha emanato. Tutto si sostanzia in una grottesca versione del gioco a guardie e ladri, all’interno del quale il ruolo del cittadino consisterebbe nell’impegnarsi per sfuggire alle norme che invece avrebbe tutto l’interesse a rispettare. L'effetto è boomerang. Comportamenti incivili e anche illegali, come nel caso dei rifiuti davanti alla scuola di Villa Lina, messi in atto da chi si sente pure furbo per aver fregato il prossimo, determina come risultato solo una lotta contro se stessi, con un lento ma inarrestabile suicidio di una intera comunità.

Può darsi che nessuno vi coglierà con le mani nel sacco quando lanciate dal finestrino della macchina il pacchetto delle sigarette vuoto o il tovagliolo di carta quando non un intero sacchetto di spazzatura, ma è un comportamento che condanna tutti al decadimento con effetti devastanti sull’intero sistema.  E non dobbiamo attendere il futuro, è già così.

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