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Venerdì, 12 Agosto 2022

Il ritorno della Vara dopo due anni, il cippo pronto per il montaggio in piazza Castronovo

Concluse le fasi di revisione strutturale delle parti meccaniche, via al montaggio del Carro votivo e quindi alla fase finale dei preparativi per l’inizio della secolare Processione

Quello dellʼuscita della Vara, quando si strappa via dal calendario il foglio di luglio, è stato sempre il primo pensiero di tanti fedeli messinesi. Perchè quello della Vara non rappresenta più soltanto il simbolo della devozione di Messina verso la sua storica protettrice, ma è un evento socio-culturale della città.

Quest’anno torna dopo due anni di assenza per il Covid e il cuore dei fedeli messinesi avranno ancora una volta lʼoccasione di battere allʼunisono al passaggio di colei che conserva le preghiere di unʼintera comunità.

Stamattina gli operai hanno caricato il cippo della Vara che ha fatto la sua prima apparizione in via Garibaldi per essere trasportato fino a piazza Castronovo, dove avviene il montaggio della struttura. Un momento emozionante in attesa del 15 agosto, quando lʼodore di strada bagnata, uomini e donne vestiti di bianco col viso deformato dal caldo e dalla fatica che si accalcano per tirare pochi centimetri di corda che per loro valgono chilometri di preghiere, torneranno ad animare il ferragosto messinese.

“Concluse le fasi di revisione strutturale delle parti meccaniche, con rilascio di apposita certificazione di collaudo, dopo due anni, oggi, lunedì 1 agosto, il Cippo della Vara torna in Piazza Castronovo, per dare il via al montaggio del Carro votivo e quindi alla fase finale dei preparativi per l’inizio della secolare Processione della Vara e della Passeggiata dei Giganti Mata e Grifone”, è l'annuncio degli assessori alla Cultura Enzo Caruso ed alla Protezione Civile Massimiliano Minutoli. Oggi, alle ore 18.30, è prevista anche la benedizionea cura del cappellano della Vara, padre Antonello Angemi, nominato dall’Arcivescovo metropolita di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, monsignor Giovanni Accolla.

Su una base quadrata di quattro metri per lato su un telaio alto circa 13,50 metri, la Vara ha subito nel corso dei secoli numerose modifiche e ristutturazione che, pur mutandone le dimensioni, non ne intaccano il valore storico che fede e tradizione le attribuiscono.

In passato, dalla base, in cui si trovavano gli apostoli raccolti intorno alla bara della Madonna, dal sole e la luna, su cui erano sospesi le gerarchie angeliche tra nuvole e globi, a Gesù Cristo che teneva sulla mano destra la Vergine nell'atto dell'Assunzione, i personaggi della vara erano esseri umani in carne ed ossa.

Dopo alcuni incidenti che non hanno mai “miracolosamente” fatto vittime né danni, i personaggi umani vennero sostituiti dalle statue di cartapesta.

Quest’anno torna dunque una grande tradizione che rappresenta un unicum nella storia folkloristica dell'lsola. Una tradizione decantata da scrittori stranieri, affascinati dalle bellezze della nostra terra, non hanno potuto fare a meno di rimanere estasiati dinnanzi a questa manifestazione che con il suo appeal compie un piccolo miracolo: quello di creare senso di appartenenza e condivisione in una città che certo non possiede questo talento tutto l’anno.

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