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Lunedì, 23 Maggio 2022

Dal "saltimbanco di fiume" alla "nutella da spalmare", è già guerra sui social tra De Luca e Buzzanca

Botta e risposta tra l'ex sindaco e il (possibile) candidato del centrodestra a Palazzo Zanca. Si preannuncia una campagna elettorale al vetriolo, con le valvole del ritegno arrugginite da tempo

“Un saltimbanco di fiume (politicamente parlando) e verbalmente violento pensa che io sia un mammut. I messinesi ti hanno visto all’opera Catineddu. Levaci manu e tornatene al paese (da dove mi portavi la granita caffè con panna). Ti ricordi?”.

“Caro Peppino mica sono specializzato a spalmare nutella o a spalare merda… Certo che mi ricordo ... e ricordo pure gli affari dei servizi sociali di cui ci siamo tenuti lontani al comune di Messina mentre per la provincia perdi colpi (aumenta le dosi di viagra politico...) perché mi avrai scambiato per qualche altro tuo lacchè del tempo …”.

Comincia nella maniera peggiore il duello fra l’ex sindaco Cateno De Luca in corsa per la presidenza della Regione e al Comune di Messina con Federico Basile e quello che potrebbe essere presto il candidato a sindaco del centrodestra dopo l’impasse delle ultime settimane. 

Ora che l’ipotesi Maurizio Croce, non digerita da Fratelli d'Italia e Lega, e il nome di Nino Germanà sulla quale mugugna Forza Italia, rischiano di naufragare per sempre, riprende quota  la candidatura ventilata già nei primi giorni delle dimissioni da Palazzo Zanca di Cateno De Luca: quella di Peppino Buzzanca.

In attesa della possibile presentazione ufficiale già nelle prossime ore, è guerra sui social tra i due esponenti politici che non se le sono mandate a dire. Con messaggi neanche troppo in codice si sono rinfacciati il loro passato, senza risparmiarsi ammiccamenti su questioni personali finite anche in atti giudiziari.

Chi sperava nel bon ton di Basile per alzare il livello del dibattito è destinato insomma a rimanere deluso. Quando si è disposti a tutto pur di vincere o di stare dalla parte di chi sta per vincere, è inutile cercare poi di fare i diversi. Soprattutto se le valvole del ritegno sono arrugginite da tempo.

E’ così che invece di confrontarsi sui problemi reali della città, provare a  riempire il contenitore del malcontento, costruire un “sogno” da proporre in alternativa all’incubo di una città priva di “condivisione”, si va avanti con scontri da bettole.

Se questa è la strada segnata ne vedremo delle belle. Con uomini, prima degli asini, che riescono a volare alto solo sui problemi.

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