Super Giardina, il commissario “uomo dell'anno”

Il volto buono ma non troppo dei blitz del sindaco De Luca, simbolo della città e dei messinesi che invocano il rispetto di diritti e doveri. La sua storia

Il commissario Giovanni Giardina in una foto gentilmente concessa da Giuseppe Bevacqua

Perchè il commissario Giovanni Giardina uomo dell’anno per MessinaToday? Per una ragione semplice, fors'anche semplicistica: l'uomo che da mesi - paletta in mano – lavora con la pioggia, sole, vento e lo stemma della polizia municipale sempre appeso al collo, è diventato l'icona di Messina, una città smarrita, a caccia di diritti da difendere e regole da far rispettare.

Perché la cosa incredibile della storia del vice comandante della polizia municipale è che con il suo senso etico e del dovere non solo ha riscattato la categoria dei vigili sempre bistrattati, ma ha reso meno traumatico il cambio di rotta imposto dal sindaco Cateno De Luca che su blitz, controlli e sequestri per ambulantato e prostituzione ha spaccato in due la città: da una parte i legalisti, quelli forcaioli per intenderci, che vogliono un sindaco incavolato perché si posteggia male – anche se loro sono i primi a farlo - e gli altri che preferirebbero si arrabbiasse anche perché i posteggi non esistono. 

Ma Giardina, una moglie “collega” vigilessa e due figlie gemelle che lo adorano, non lontano dalla pensione eppure in strada anche di notte, è riuscito a far digerire multe, controlli e a mettere in ordine la situazione anche nei momenti più delicati con grande professionalità maturata in vent’anni di lavoro soprattutto a Milano, dove ha usato il fischietto prima di tornare a Messina. E’ un uomo di spirito Giardina. 

Ma la sua storia è una storia comune, di quelle che la cronaca liquidano in "una breve".  Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: dà l’esempio. Guardarlo fa venire in mente le parole di don Pino Puglisi e il suo “se ognuno fa qualcosa”. Anche ora che hanno spaccato tutti i vetri all'auto della madre, parcheggiata a Santa Lucia sopra Contesse, nei pressi delle Case Arcobaleno e sono pochi i dubbi che il messaggio sia indirizzato al figlio.  

Giardina continua a stare al suo posto e a lavorare. Senza clamore. In questa vicenda piccola piccola, c'è la sintesi di quello che Messina può ancora diventare: una città normale. Anche se è ultima nella classifica della qualità della vita e non ha chiaro se all'orizzonte c’è un grande progetto di rinascita o una grande delusione. 

Perchè da queste parti, da anni, la palude che incolla il suo sviluppo è un mastice che incolla anche interessi. Leciti e illeciti. Ora, l'eccezionalità del "caso Giardina" è tutta qui. E' il senso civico e l’onestà dell'uomo comune che viene premiata. Se Messina non vuole affondare, deve solo trovare la stessa dignità.

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