Martedì, 27 Luglio 2021

La “volata” di via Montante, si chiude il grande inganno degli ultimi vent'anni

E' stata la prefetta di Messina, quando era ancora a Caltanissetta, a firmare il decreto che autorizza il Comune alla rimozione della toponomastica dedicata al nonno dell'ex numero uno di Confindustria. Al loro posto il nome di Adriano Olivetti

Quattordici tabelle tutte con il nome di Calogero Montante rimosse dalla zona industriale di San Cataldo scalo, la più importante strada che porta a Serradifalco. Alcune erano accanto a quelle dell’ex agente di polizia ucciso dalla mafia Calogero Zucchetto e dall’altro capo con don Pino Puglisi. Una beffa cancellata dal prefetto di Messina Cosima Di Stani quando era ancora rappresentante del Palazzo di governo nella città nissena, che ha accolto  la richiesta del Comune. Il prefetto, con un decreto, ha infatti autorizzato il comune alla ridenominazione effettuata giovedì e mostrata oggi in diretta facebook.

Al posto di Montante il nome di Adriano Olivetti, non siciliano ma di certo imprenditore vero e “filosofo sociale” che ha inventato non solo le prime macchine per scrivere ma anche i pc.

Dopo l’auspicio all’inaugurazione dell’anno giudiziario in cui si invitavano cittadini e imprenditori a seguire l’esempio virtuoso di Antonello Montante, arriva così da parte dello Stato un segnale completamente opposto: si eliminano le insegne dedicate al nonno dell’ex numero uno di Confindustria.

Il processo celebrato a Caltanissetta dal giudice Grazia Luparello ha accertato le ramificazioni della “mafia invisibile”, una rete parallela di complicità istituzionali che in pochi anni hanno permesso all’ex meccanico di Serradifalco, Antonello Montante di scalare non solo i vertici di Confindustria Sicilia ma di diventare anche vicepresidente  nazionale con delega alla legalità. Un ruolo chiave che aveva portato l’ex produttore di ammortizzatori meccanici a intessere una tela di politici, imprenditori e funzionari pubblici attraverso i quali ha dato la scalata alla presidenza della Regione siciliana, tramite la sponsorizzazione del governatore Rosario Crocetta e ha tentato anche di arrivare al direttivo dell’agenzia dei beni confiscati alla mafia, carica per la quale era stato segnalato dall’ex ministro dell’interno Angelino Alfano.

La condanna a 14 anni di reclusione con il rito abbreviato, che permette lo sconto di un terzo della pena, e l’accertata infiltrazione in numerosi enti della Regione, dall’assessorato all’Industria, ente nel quale ha fatto nominare la sua segretaria Vancheri, oggi indagata, al tentativo di gestire l’ente aeroporto di Catania attraverso il controllo delle Camere di commercio siciliane, hanno fatto scattare ora una sorta di volontà di rimozione da parte dello Stato. Da oggi non ci sono piò le targhe di toponomastica assegnate al nonno, indicato in un libro dal titolo “La volata di Calò” a firma di Gaetano Savatteri con prefazione di Camilleri. La lunga menzogna è ormai stata svelata. Non è mai esistito il marchio di biciclette Montante, solo prototipi regalati a decine di prefetti, vertici istituzionali e perfino al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una farsa teatrale della quale, pirandellianamente, è rimasto vittima anche un re delle scene come il maestro Andrea Camilleri.

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