rotate-mobile
Venerdì, 1 Marzo 2024
MessinaToday

MessinaToday

Redazione

Sud chiama Nord e il Nord risponde, nasce il ponte tra Bolzano e Messina: "Così rilanciamo insieme la Sicilia"

Idee e progetti di chi è andato via per necessità nella testimonianza di Felice Espro, giornalista messinese oggi vicedirettore della Confederazione nazionale artigianato Alto Adige-Südtirol. L'incontro con Cateno De Luca e gli obiettivi di chi pensa alla sua terra d'origine e vuole e può fare molto di più che portare "panza e presenza" per la vacanza d'estate

Sud chiama Nord. E il Nord risponde, almeno se si tratta di confrontarsi su idee e fatti concreti per lo sviluppo della Sicilia e del Meridione, al di là di sigle politiche e ideologie.  E ovviamente anche a fare una bella cena, come quella di ieri sera, dopo la presentazione del libro “Non tutto è successo!” al prestigioso Circolo Cittadino di Bolzano. 

Cari lettori di Messina Today, per un attimo faccio quel che mi riesce meglio: scherzare. Ci tengo a farvi sapere che Cateno De Luca ha mangiato di gusto anche a Bolzano, nel profondo Nord, mentre fuori dal ristorante si battevano i denti a -5° e, come è normale che sia a queste temperature, le strade erano deserte e non certamente piene di persone che passeggiavano, come ho con piacere rivisto a Messina, sul viale San Martino finalmente ZTL e isola perdonale, nella mia recente capatina in riva allo Stretto tra il 31 dicembre e il 6 gennaio. Aggiungo cosa ha mangiato: tagliere di speck e formaggi locali, canederli allo speck in brodo (gnocchi tipici di pane raffermo), gulash di manzo e strudel di mele. Ha bevuto vino Lagrein. Tutte pietanze tipiche che gli abbiamo personalmente consigliato. Lo abbiamo sudtirolesizzato per due ore. Se stessi scrivendo un post social, qui metterei l’emoticon della risata sganasciante.

Soddisfatta la curiosità sul cibo - usanza simpatica e tipica di noi meridionali - e dopo avervi garantito che faceva effettivamente freddo, passiamo alle questioni serie: Sud chiama Nord (così si chiama il movimento civico autonomista di De Luca) e il Nord risponde. O, almeno, lo abbiamo fatto in quattro, tutti messinesi, che viviamo a Bolzano da tanti anni, riempiendo il prestigioso Circolo Cittadino di tante persone, compresi politici locali di spicco aderenti soprattutto alle liste civiche locali, per ascoltare il sindaco Cateno (così lo chiamano i suoi collaboratori). Preciso che abbiamo risposto e risponderemo a qualsiasi politico/a, attivista, associazione culturale, imprenditore/imprenditrice o semplice cittadino/a del Meridione che ci ha contattato e ci contatterà, senza alcuna preclusione o preferenza politica, sociale o economica.  

EsproMi presento. Mi chiamo Felice Espro, 51 anni, messinese, per tanti anni giornalista prima a Messina (fino al 2000), poi a Rovigo (tra il 2000 e il 2001), da 23 anni a Bolzano dove, strada facendo, sono diventato vicedirettore della Confederazione nazionale artigianato Alto Adige-Südtirol. 

Io e i miei amici messinesi, di cui vi ho parlato prima, sono il giornalista Carmelo Salvo, che ieri sera ha intervistato De Luca, il giornalista Paolo Florio e l’avvocato giuslavorista Luca Crisafulli, di Santa Teresa di Riva, ma ha studiato a Messina. 

Ci accomuna, oltre all’amicizia e al senso di appartenenza alla Sicilia, anche quella lacrimuccia che scappa imperterrita sul viso e ci confessiamo l’uno con l’altro ogni qual volta veniamo in Sicilia, quella che consideriamo Patria, per vacanza o impegni familiari, e poi torniamo nella nostra Casa, ovvero Bolzano, dove lavoriamo e ci siamo realizzati come persone. Tra una birra, una focaccia fatta in casa e una pasta ‘ncaciata – vi giuro che possiamo cucinarle pure nella fredda e ricca Bolzano - ci interroghiamo spesso cosa possiamo fare, dal Sudtirolo, per aiutare la nostra terra a crescere, a svilupparsi, a dare ai giovani quelle occasioni di lavoro e di realizzazione personale e professionale che noi non abbiamo avuto. 

In verità, ci siamo impegnati sin dal 2019, creando – brillante intuizione di Crisafulli – il gruppo Facebook “Sudtirolesi del Sud”: mutuo aiuto, informazioni ai nuovi arrivati, momenti di ritrovo, feste, faraoniche mangiate, eventi culturali e sportivi, strumento semplice per trovare nuovi amici, persino per diffondere richieste delle imprese in cerca di occupati ai familiari e parenti che vivono al Sud. E’ tutta attività di volontariato che si aggiunge a quel che facciamo, per l’Alto Adige e per i meridionali che qui vivono, con i nostri rispettivi lavori e hobby. 

E per la nostra terra d’origine cosa facciamo? Oltre a portare mogli e figli, con relative “panze e presenze”, al Sud in estate e a Natale, che contributo stiamo fornendo? Lo dico perché, da appassionato di storia economica, so bene che il miracolo economico italiano è arrivato anche grazie alle “rimesse” di milioni di meridionali emigrati al Nord o all’estero che, mensilmente, inviavano parte dei guadagni alla famiglia rimasta al Sud. Soldini che noi, emigrati di oggi, non possiamo più riversare perché il costo della vita, unito ad impoverimento complessivo del Sistema Italia con retribuzioni mediamente più basse della media Ue o quanto meno delle aree più ricche d’Europa, ci consente di vivere abbastanza bene ma senza accumulare capitali da investire al Sud.

Capiamoci, amici messinesi: come ha avuto modo di appurare Cateno De Luca, qui funziona tutto, tutti lavoriamo e guadagniamo abbastanza bene. Ma il pane costa da 9 a 15 euro/kg. Per un bilocale in affitto servono 900 euro/mese e una casa nuova meno di 4.500 euro/mq non si trova. Ciò significa che, negli ultimi tre anni, molti dei nuovi arrivati dal Sud sono andati via verso mete ugualmente buone ma meno costose del Nord Italia. Tutta colpa dell’overtourism (34 milioni di pernottamenti l’anno, più del doppio dell’intera Sicilia) che ha reso l’Alto Adige una bel parco giochi per turisti, vivibile solo per pochi.

Un momento della presentazione e dell'incontro con il gruppo "Sudtirolesi del Sud"

Forse – mi sono detto spesso – la soluzione è la via di mezzo tra Bolzano, ricca e costosa, e Messina, Cenerentola sempre più spopolata e ormai povera: buona qualità della vita, redditi adeguati, servizi efficienti, ma costo della vita accessibile. Mi piacerebbe vedere Messina sviluppata secondo modelli di successo messi in atto da decenni a Bolzano e, al contempo, mi piacerebbe vedere Bolzano con una qualità della vita buona ma a costi sostenibili come quelli di Messina.

Ammetto che la Messina degli ultimi due anni con la raccolta differenziata, gli autobus efficienti, le piste ciclabili, l’arredo urbano del centro città in ottime condizioni mi piace molto. Certo, vorrei vederla dotata di un piano di sviluppo economico che valorizzi il mare e le bellezze artistiche e naturali. Vorrei leggere che ha 7,5 milioni di pernottamenti, come Rimini, e non dover esultare per 110.000 pernottamenti come ha fatto di recente l’attuale sindaco, che pure stimo per l’impegno. Oppure che ha ripreso in mano la vocazione commerciale e portuale, che ha rilanciato l’agricoltura e conseguentemente l’agroindustria. 

E vorrei vedere, seriamente, una Sicilia che si appropri della sua Autonomia come ha fatto la Provincia Autonoma di Bolzano: competenze primarie (quindi anche legislative oltre che amministrative) su Cultura (biblioteche, musei, ecc.), Formazione professionale, Scuole materne, Sociale (case di riposo, assistenza, ecc.), Strade, Edilizia abitativa, Trasporti pubblici, Turismo, Artigianato, Agricoltura, Protezione civile, Parchi naturali. In Sicilia aggiungerei porti e pesca. 

Competenze secondarie concorrenti su Polizia locale, Apprendistato, manifestazioni pubbliche (nella misura in cui sia interessata la sicurezza pubblica) e Utilizzo delle acque pubbliche (escluse le grandi derivazioni a scopo idroelettrico), Istruzione, Sanità, Sport, Commercio.

Infine competenze terziarie come Collocamento e Avviamento al lavoro, Immigrazione, Difesa, Polizia, Giustizia, Moneta.

Qualità della vita, Felice Espro: “Io, da Messina a Bolzano con un salto di vent'anni sempre più incolmabile”

Come finanziare tutte queste competenze? Le Province autonome di Bolzano e Trento lo fanno benissimo: per funzionare l’autonomia ha bisogno di finanziamenti e della libertà di poterli utilizzare secondo criteri indipendenti. Ciò è garantito da accordi speciali (gli ultimi due sono l’Accordo di Milano del 2009 e il Patto di garanzia del 2014). Il bilancio della Provincia di Bolzano è alimentato dal gettito fiscale sulla base delle imposte riscosse in Alto Adige. Di queste entrate fiscali nove decimi restano sul territorio provinciale, il restante decimo viene trasferito a Roma. Pensate quanti soldi avrebbe la Sicilia se tenesse per sé i 9/10 delle entrate derivanti dalle estrazioni di petrolio e gas. 

Mi permetto di segnalare due link a chi volesse approfondire con semplicità: (CLICCA QUI e ANCHE QUI).

Di questo, ieri sera, abbiamo parlato con Cateno De Luca. Di Autonomia, di regionalismo differenziato, di sviluppo organico della Sicilia, ma anche del ruolo dei sindaci e dei Comuni, del Ponte sullo Stretto. Poi, certo, non nego che De Luca sia persona ingombrante, a volte divisiva, io stesso non sempre condivido i suoi metodi. Però ha nella testa e nelle mani l’arte del fare.

Noi messinesi emigrati a Bolzano siamo umilmente a disposizione, con idee e progetti, di De Luca e di chiunque voglia confrontarsi con noi. Sono certo che tanti altri messinesi e siciliani, sparsi per l’Italia, abbiano questa disponibilità. Siamo gli emigrati 4.0, quelli che non possono mandare in Sicilia le “rimesse” in denaro, ma possono contribuire con le competenze maturate a livello professionale e umano. Sud chiama Nord. E il Nord risponde perché Bolzano è la nostra Casa, ma la Sicilia è la nostra Patria. 
 

Si parla di

Sud chiama Nord e il Nord risponde, nasce il ponte tra Bolzano e Messina: "Così rilanciamo insieme la Sicilia"

MessinaToday è in caricamento