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Giocando s'impana

Opinioni

Giocando s'impana

A cura di Iona Bertuccio

Ricetta con melograno, il rosso che ci tenta: quella volta che lo presi dall'albero dell'inglese rischiando troppo

Si dice che porta fortuna ed è fonte di salute ma dà anche un sapore unico e una estetica elegante a tanti piatti semplici. Eccolo in insalata con le arance e cipolla

Ieri ho mangiato l’ultimo melograno. Ormai aveva la buccia avvizzita, ma l’interno era …mangiabile

Quest’anno l’alberello di melograni mi ha gratificato: tanti melograni e belli grossi! Sarà che a novembre l’ho concimato con una bella manciata (na junta = quello che entra nei palmi delle mani messe a coppa) di stallatico?

Amo i melograni ed accanto alla mia casa ne ho avuto da sempre!

I fiori sono particolari ed i frutti che si colorano con la maturazione: sembrano fiori.

Alle prime piogge settembrine crescono troppo ed alcuni si spaccano. Io li controllo ogni mattina. Raccolgo quelli spaccati e li mangio anche se l’interno non è tanto rosso. Quando sono maturi e le piogge autunnali rischiano di farli spaccare tutti: li raccolgo e le metto in cantina. Ogni tanto ne prendo uno, ma vorrei risparmiarli per Natale. Non ci sono mai riuscita.

I melograni mi piacciono, ma mi piace di più il tempo sospeso che trascorro sbucciandoli. A settembre ne prendo due e vado al molo di Pecorini. Mi siedo su una di quelle scalette di lava del molo e tra lo sciabordio del mare e i motori delle ultime barche, allargo sul molo un pezzo di carta per le bucce. A poco a poco non sento più niente. Sbuccio il melograno lentamente, ne mangio i chicchi. Rincorro quello che stava cadendo. Sono come in trance e la mia attenzione è svanita. Non esiste niente se non Il cielo ed il mare ormai rosa per il tramonto ed i chicchi di melograno. Quel tempo trascorso è come un rosario mariano al V° mistero: ripetitivo e meditativo.

Forse è per riprovare tutto questo che qualche anno fa rischiai di farmi arrestare per aver rubato dei melograni.

Ero in Australia ed ogni pomeriggio andavo a passeggiare sulla baia di Glebe. Luogo meraviglioso dove si affacciano le villette degli inglesi benestanti del secolo scorso. Una di queste villette aveva davanti alla porta un albero di melograni. Ogni giorno li vedevo cresere ed a poco a poco maturare. Era giugno ed io allungai la mano, ne raccolsi uno e me lo nascosi in tasca. Lo mangiai su una panchina: era meraviglioso!

L’indomani ne parlai con degli amici di origine italiana. Avevo bisogno di aiuto per raccogliere gli altri.

La signora, con l’incoscienza dei vecchi mi accompagnò sorridendo. Sembrava una casa disabitata ed io mi arrampicai sul muretto. Raccoglievo i melograni e li porgevo a Maria. Lei li posava a terra delicatamente ed alzava le mani per l’altro. Erano belli grossi e maturi. A 7 o 8 ci siamo fermati. Per quella sera sarebbero bastati. Li avevamo nelle mani e stavamo tornando a casa con il bottino quando si fermò un camioncino. Ne scese un operaio edile che cominciò a rimproveraci. – ma voi l’avete il permesso?

-E’ una casa abbandonata!

-No! Il padrone c’è!

-Allora chiederò il permesso. Suonai alla porta ne uscì un signore anziano, mingherlino e frastornato. Mi disse: sì li può prendere.

Io soddisfatta guardai l’operaio di chiare origini mediorientali e mi avviai verso casa.

L’operaio si mise a gridare contro di me, e cercava di convincere l’inglese a sporgere denuncia: quello era un furto.

Ad un tratto vidi la mia amica già lontano ed io rimasi solo tra un operaio delle costruzioni (i più potenti in Australia) e quel povero inglese che mi dava ragione. Io nel mio stentato inglese dicevo: I’m angry. Ho fame, ho rubato per fame. L’arabo s’incavolò ancora di più: Tu sei ricca, no fame.

Mi toccò sul braccio. Prima che mi rendessi conto mi toccò di nuovo. Don’t touch me! Non mi toccare!

Non mi toccare. L’operaio mi guardò strano. L’inglese mi disse in italiano: vada signora. Lo guardai, l’operaio non era d’accordo. Vada Signora. Non me lo feci ripetere la terza volta e mi allontanai velocemente mentre l’operaio litigava di brutto con l’inglese.

Il resto dei melograni restò sulla pianta per tutto l’inverno.

Peccato| Io ve li consiglio, non solo perchè si dice che portano fortuna e sono fonte di salute ma anche perchè danno un sapore unico e una estetica elegante a tanti piatti semplici. L'insalata di melograno e arance ad esempio.

Ingredienti per 4 persone:

5 arance belle grosse

un melograno

una cipolla piccola

sale, olio e aceto di mele o balsamico

Sbucciare le arance e tagliare la pellicina bianca che li ricopre, poi affettare a rondelle e disporre su un bel piatto largo. Tagliare sottile la cipolla, disporla sul piatto e “spruzzare” tutto con i chicchi di melograno. Un filo di olio, un po' di sale e pochissimo aceto.

Buono da mangiare e da vedere.

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