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Redazione

"Una città dell'Utopia" per i migranti, da Cutro alla proposta visionaria di Urbani

Le dimensioni del fenomeno sono enormi e di una gravità crescente alimentata dalle guerre, dalla carestia e dal cambiamento climatico, quindi forse andrebbe immaginata, sin da subito,  una soluzione diversa dalla mera repressione. Anche quella più fantasiosa

Il Consiglio dei Ministri svoltosi a Cutro ha cercato di dare forma alla nuova frontiera della lotta ai mercanti di esseri umani annunciando, tra l’altro,  pene più severe nei confronti degli scafisti che andranno ricercati non solo nelle acque territoriali italiane, ma in “tutto il globo terracqueo”. Agli occhi deli osservatori più attenti la mossa del governo è apparsa come un tentativo di tamponare una situazione, certamente sfuggita di mano, in un clima in cui gli atteggiamenti ostruzionistici del Ministro Piantedosi nei confronti delle ONG e le sue infelici esternazioni avevano legittimato il fiorire di atroci sospetti che solo l’Autorità Giudiziaria forse potrà chiarire. Resta il fatto che molti analisti indipendenti considerano inarrestabile il fenomeno della migrazione dei popoli ed i nostri servizi segreti parlano di 900 milioni  di persone in procinto di partire. Lo stesso Ministro degli Esteri Tajani, senza entrare nel dettaglio dei numeri, ha elencato lucidamente i Paesi da cui potranno arrivare notevoli masse di persone disperate che, tuttavia, considerano l’Italia solo come zona di transito ed in molti casi vogliono raggiungere altre mete europee.

Le dimensioni del fenomeno sono enormi e di una gravità crescente alimentata dalle guerre, dalla carestia e dal cambiamento climatico, quindi forse andrebbe immaginata, sin da subito,  una soluzione diversa dalla mera repressione (che è l’unica cosa che si farà veramente e in maniera spettacolare, a parte l’enunciato ‘piano Mattei’) consistente invece nel rendere realmente vivibile ed appetibile la permanenza sul territorio africano. Un contributo serio e innovativo, ma anche efficace, alla soluzione del problema potrebbe essere quella “Città dell’Utopia” profetizzata in tempi non sospetti dal prof. Leonardo Urbani, una sorta di New York sulla costa africana, Città Internazionale garantita dalle forze ONU, in cui dovrebbero sorgere Atenei, Ospedali, Alberghi, Chiese e Moschee, ristoranti, piscine, dissalatori, centri di riabilitazione, parchi, orti e coltivazioni, scuole, teatri, impianti sportivi e centri di formazione. Urbani ha lanciato questa idea da diversi anni fa, ma non è stata mai presa a modello da tutti quelli che teorizzano che “dobbiamo aiutarli a casa loro”.

Certo le ondate migratorie non si fermano facendo l’ennesimo campo profughi e mettendo su qualche ospedaletto da campo. Per fortuna, oltre a coloro che ci mettono la demagogia, ci sono anche dei pensatori che riescono a maturare progetti, ad avere la visione di quello che si dovrebbe fare veramente. Anche su temi come questo, si dovrebbe aprire il confronto con l’Europa e con gli stessi paesi Arabi che sono ricchissimi e non sempre utilizzano le loro immense risorse a fin di bene. Tenendo conto ovviamente che sono ipotesi che richiedono investimenti notevoli, ma che anche per questo rappresentano un momento di verifica della volontà politica, soprattutto europea, di voler intervenire lucidamente su un tema che ormai non può essere trascurato e rinviato troppo a lungo. E, infine, non è neanche in caso di sottovalutare la ricaduta occupazionale che un maxi progetto realizzato a pochi chilometri dalle coste della Sicilia potrebbe avere anche su imprese, tecnici, operai e lavoratori italiani e siciliani in particolare.

"Una città dell'Utopia" per i migranti, da Cutro alla proposta visionaria di Urbani

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